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| Data pubblicazione:03/2004 |
| Passaggio a est |
| Qui i retaggi del passato regime si alternano a paesaggi incontaminati e raffinate architetture. La Transilvania di Dracula |
| testo e foto di Jean Mensa e Silvia Zani |
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Una natura prorompente e a tratti incontaminata, città dal ricco patrimonio storico-culturale e persone spinte dal desiderio di superare le difficoltà per avvicinarsi il più possibile all'Europa. La Romania che abbiamo scoperto nel nostro viaggio è un Paese sicuramente pieno di contraddizioni e difficoltà, ma assai ricco sia dal punto di vista paesaggistico, sia da quello delle tradizioni. Un viaggio che ci ha condotti ben oltre lo stereotipo che identifica questa nazione unicamente con la patria del leggendario conte Dracula e che fa del suo tetro castello la meta principale.
Giungendo in camper dall'Ungheria, entrati in Romania si percepisce molto forte il passaggio tra i due Paesi: infatti, mentre in Ungheria si respira un'atmosfera totalmente europea, la Romania risente ancora del suo passato di dittatura, a cominciare dalla frontiera dove lunghi e scrupolosi controlli ricordano i tempi della "cortina di ferro".
La dogana è quella di Nadlac, che si trova nella parte più povera della nazione, dove strade, case e persone portano i segni di una condizione economica a tratti ancora arretrata. Fatto il pieno di benzina ci dirigiamo verso Timisoara. La città, che è la terza della Romania per importanza, ha un centro storico con effigi romane accostate a monasteri ortodossi. Il principale monumento è il castello di Cetatea che fu costruito dagli Angiò nel XIV secolo e ospitò prima le truppe ottomane e poi quelle austriache. A Timisoara passeggiamo per le vie centrali, per poi riprendere il viaggio alla volta di Craiova dove, in assenza di un campeggio, preferiamo fermarci a dormire in una stazione di servizio fuori città, aperta tutta la notte. La mattina seguente ripartiamo e attraversiamo la grande pianura del sud della regione raggiungendo Pitesti, dove prendiamo l'unico tratto di autostrada attivo in Romania, che porta a Bucharest.
Il mare e la Storia
La cosiddetta Parigi dell'Est ha una periferia nota per essere forse la più pericolosa del Paese e il tasso di criminalità è certamente elevato. Decidiamo dunque di non fare tappa e di ripartire alla volta di Costantia, sul Mar Nero. Questa città che è, per grandezza, la seconda della Romania, prende il nome dall'imperatore Costantino che ne fu il fondatore intorno al 300 d.C.. Il centro, dopo essere stato sede di un importante porto, in mano dapprima ai Greci e poi ai Romani, è stato successivamente distrutto dalle invasioni barbariche. A Costantia siamo ospitati da Eugen, un ragazzo che avevamo conosciuto in Italia: abbiamo così l'occasione di vivere la vita di una famiglia rumena, di parlare con loro del passato regime, della rivoluzione e dei problemi attuali, scoprendo un popolo che per usi, abitudini e costumi è molto più simile a noi di molti altri geograficamente più vicini. Costantia, che è la più importante località balneare del mar Nero, d'estate viene invasa dai turisti, principalmente rumeni di Bucharest. Il litorale di Mamaya è una lunga e affollatissima spiaggia sabbiosa che ci ricorda quelle di Rimini o di Riccione. Oltre che per il mare, Costantia merita di essere visitata per l'importante Museo di Storia dove, tra capitelli, resti romani e molti documenti di storia contemporanea, sono testimoniati tanto il passato remoto della Romania quanto quello più recente. Molto bella, poi, è la passeggiata lungo il mare, dove sorgono lo spettacolare Casinò in stile liberty e l'acquario, considerato il più grande dell'Est Europa.
Un tuffo nella natura
Cento chilometri sopra Costantia si trova Tulcea, una piccola città in cui l'architettura di matrice socialista ha lasciato il segno. Più che per il suo aspetto, Tulcea è frequentata da coloro che desiderano visitare l'eccezionale delta del Danubio, ed è infatti chiamata "porta del Delta". Da qui partono la maggior parte delle imbarcazioni e dei traghetti diretti verso Sulina, Sfantu Gheorghe e Chilia Veche, i tre porti situati al confine tra l'acqua dolce e il mare. Il Danubio, dopo aver attraversato mezza Europa, sfocia nel mare, allagando 160.000 ettari di terreno: è la terra geologicamente più giovane d'Europa e, caromania la particolarità del clima, ospita specie faunistiche e floristiche che non si trovano altrove. Il Delta è popolato da quasi 300 specie di uccelli, ma anche da 160 di pesci e da un numero così elevato di insetti da diventare un problema per i turisti. E' possibile navigare sul Delta imbarcandosi su traghetti e barche messe a disposizione sia da le compagnie di viaggio, sia dai singoli pescatori. Questi ultimi offrono l'occasione migliore per raggiungere i luoghi più spettacolari e meno conosciuti dell'area.
Posteggiamo il camper in un parcheggio in centro città e riusciamo a salire sulla piccola imbarcazione di un pescatore di Tulcea, insieme con un gruppo di francesi. Il viaggio, che dura due giorni con pernottamento in tenda, è all'insegna dell'avventura, con tuffi negli stagni coperti da ninfee e mangiate di pesce fresco. Scesi a terra, riprendiamo il camper e ripartiamo alla volta della Transilvania, ormai percorrendo la strada del ritorno.
Nella patria di Dracula
La Transilvania è la regione pù ricca del Paese grazie al turismo, principalmente tedesco, ma anche statunitense e italiano. Le città sono ben tenute e il tenore di vita è visibilmente più alto che nel resto della nazione. La prima tappa è Brasov, ai piedi del monte Tampa, il cui centro conserva il suo aspetto medievale circondato da mura difensive. Visitiamo la Cattedrale Nera, che prende il nome dal colore dei suoi muri. La chiesa, in stile gotico, molto simile a tante chiese tedesche, conserva al suo interno una ricca collezione di 19 tappeti orientali donati dai mercanti che trafficavano con l'Oriente. Arriviamo passeggiando alla Porta Schei, che separa la cittadella teutonica dalla Brasov popolare. Giriamo per il centro e cerchiamo una sosta per la notte. Al risveglio, ci mettiamo in marcia per la tappa successiva. Come Brasov, anche Sibiu vanta un'architettura curata e un interessante centro storico dall'influenza sassone. E' molto vicina ai Carpazi ed è adgiata sul fiume Olt. Le due piazze centrali, plata Mica e plata Huet, ospitano i palazzi del Museo di Storia e del Museo delle Etnie.Dopo Sibiu, ecco Bran, sul confine fra la Valacchia e la Transilvania, dove sorge il famoso castello medioevale noto come il castello di Dracula. Rappresenta sicuramente il maggior richiamo turistico di tutto il Paese, ed è una grande risorsa per questa terra. L'ottima guida che ci illustra il percorso racconta, in perfetto italiano, che il castello fu abitato solo per breve tempo dall'eccentrico conte Vlad - altresì conosciuto come Dracula -, ma tanto bastò a farne lo scenario del famoso romanzo di Bram Stoker. Del conte si narra che avesse l'inusuale abitudine di uccidere i suoi prigionieri con l'impalatura, in luogo della più tradizionale impiccagione, fatto che gli valse fama di spietato sanguinario.
In verità, il castello è storicamente ricordato perchè emblema delle divisioni tra le regioni della Vallachia e della Transilvania, in quanto strategicamente situato su un valico di frontiera. La strana forma a "camini" così come la posizione arroccata sono collegatate alla sua funzione militare, ma conferiscono indubbia teatralità alla storia del conte Vlad. La visita al castello non richiede più di un giornata. Molto interessante è anche il Museo Etnografico che si sviluppa ai piedi della collina dove sorge il maniero. Vi sono state trasferite le case degli antichi villaggi della zona, ognuna con mobili e suppellettili originali. Accanto alle abitazioni vi sono, inoltre, le prime manifatture destinate alla lavorazione della lana e alla tessitura.
Siamo giunti alla nostra ultima tappa in Romania ed è tempo, ormai, di prendere la via del ritorno. Non ci resta, dunque, che dirigerci nuovamente verso la frontiera con l'Ungheria.
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| Notizie utili |
Popolazione
Sotto il profilo etnico-linguistico, la Romania è una nazione piuttosto omogenea, anche se vi sono tre minoranze assai importanti, come abitudini, usi e costumi: quella magiara, presente soprattutto in Transilvania e nel Banato, che rappresenta il 7 % della popolazione, quella tedesca, un tempo assai numerosa e oggi quasi completamente scomparsa, e quella tzigana, con quasi il 2 % di abitanti.
Usi e costumi
Per quanto riguarda il folclore, sono molto diffuse le feste con balli e musiche zingare o popolari, anche se ultimamente sta prendendo piede uno stile più occidentale anche nei divertimenti. I rumeni sanno essere persone molto ospitali, e il loro calore è coinvolgente, lo si percepisce quando si viene accolti nelle loro case. Non di meno, è presente in alcune zone un tasso di criminalità che richiede accortezza: si raccomanda pertanto di porre attenzione a bagagli e quanto di prezioso avrete scelto di portare con voi nel viaggio. Si consiglia, inoltre, di controllare i passaggi e scambi di moneta.
Documenti
Per entrare in Romania ai cittadini italiani è necessario il passaporto, per quanto riguarda il visto della durata di 30 giorni di cui tutte le guide parlano, a noi non è stato richiesto.
Moneta
La moneta è il leu (al plurale lei), che vale circa 1/8000 di euro e quindi 1 euro vale circa 8000 lei. La carta di credito è accettata da negozi, alberghi e ristoranti dei centri principali. Nelle città principali ci sono vari sportelli Bancomat.
Gasolio
Chiamato motorina, ha un prezzo di 1923 lei al litro, vale a dire 0,24 euro al litro.
Viabilità
La Romania possiede solo 2 autostrade, la A1 fra Bucarest e Pitesti e alcuni tratti della A2 fra Bucarest e Costantia: nonostante ciò la viabilità è buona, le strade nazionali hanno un'ottima segnaletica internazionale. Le strade distrettuali sono meno buone come manutenzione, ma hanno comunque una buona segnaletica stradale. Le situazioni di maggior pericolo si possono trovare sulle strade di montagna, spesso bianche e mal segnalate. Su tutte le strade si deve guidare con molta prudenza per la possibilità d'incontrare improvvisamente carri e mezzi agricoli.
Campeggi
I campeggi sono pochi e situati in zone di particolare interesse.
Abbiamo molto spesso passato la notte posteggiando nei centri abitati, romaniando le normali norme di prudenza di preferire le zone più frequentate rispetto a quelle più isolate.
Il viaggio è stato realizato tra agosto e settembre, ma anche la stagione primaverile ben si presta alla visita della Romania.
Numeri utili
Ente nazionale per il turismo della Romania:
via Torino 95, Roma, tel. 064880267, www.romania.it
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| Le Tappe |
| Data |
Percorso |
Km |
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| 4-5-6-7/8 |
Milano - Liubljana - Balton - Arad |
1490 |
| 9/8 |
Arad - Timisoara - Craiova |
434 |
| 10/8 |
Craiova - Pitesti - Budapest - Costanta |
451 |
| 18/8 |
Costanta - Delta Dunari - Costanta |
240 |
| 23/8 |
Costanta - Tulcea |
120 |
| 24/8 |
Tulcea - Sibiu |
300 |
| 25/8 |
sosta |
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| 26/8 |
Sibiu - Bran - Brasov |
150 |
| 27/8 |
sosta a Brasov e in serata a Oradea |
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| 28-1/9 |
confine Austria - Italia |
963 |
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