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| Data pubblicazione:11/2004 |
| Caraibi a noleggio |
| In camper sull'isola
di Castro. Più di
tremila chilometri
fra architetture
spagnole e barriere
coralline |
| Testo di Valentina Sidoti - Foto di Antonio Mazzucchelli |
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La bandiera cubana riassume in sé i colori dominanti di un'isola dalle mille sfaccettature, dove natura, arte e tradizioni si fondono in una formidabile amalgama multietnica con contaminazioni africane, spagnole e creole. Il blu, certo, è quello del mare dei Caraibi, che incornicia i circa 3.500 chilometri di costa dell'isola più grande dell'arcipelago. Il bianco richiama le case coloniali, i palazzi e le ville, fatiscenti eppure piene di vita: paradossi temporali e architettonici. E poi il rosso, che spicca sui vestiti delle ragazze cubane a esaltarne le forme e la bellezza o sui cartelloni pubblicitari, non dedicati a prodotti di consumo, bensì all'immagine del Che, con la speranza che i valori della Revolucion non muoiano mai. Ma non c'è il verde, colore prepotente a Cuba, così vivo e brillante dopo gli acquazzoni tropicali, e tanto mutevole quanto le sensazioni che regalano le foreste, i campi e le praterie abitate da placidi e operosi campesinos.
Il nostro viaggio parte dall'Avana e ci vedrà percorrere circa 4.000 chilometri, da un capo all'altro dell'isola, a bordo di un mansardato da sette metri e mezzo dell'italianissima Rimor sulla potente meccanica del Mercedes Sprinter da 156 cavalli. L'idea di un'attività di noleggio camper a Cuba è venuta proprio a un gruppo di italiani, tre anni fa, e oggi Campertour è una realtà ben consolidata e senza concorrenti. Incontriamo Alberto nella sede di Campertour, sul lungomare dell'Havana, tra la popolare zona del Vedado e il più ricco quartiere residenziale Miramar.
Alberto è uno dei responsabili, italiano residente a Cuba, e ci accoglie con grande calore fornendoci da subito le necessarie "istruzioni per l'uso" dell'isola.
Per le vie dell'Havana
L'Havana è senz'altro la città più affascinante di Cuba. Nella parte "Vieja" si trova il cuore pulsante della capitale, con il suo intrigo di vie e i numerosi locali per turisti, che fanno a pugni con la fatiscenza dei miseri e traballanti edifici fittamente abitati. Il modo più divertente per girare la città è senz'altro quello di avvalersi dei Coco Taxi, una specie di Ape (in realtà il motore è proprio quello della Piaggio) con un guscio aperto in vetroresina dal quale vedere scorrere vie, palazzi e monumenti. Il museo delle belle arti e quello della Revolucion sono tappe imperdibili per comprendere lo spirito e la storia dell'isola.
Ospiti di una "casa particular", sorta di bed and breakfast locale, passiamo quattro giorni nella capitale (che ne merita certamente di più), per poi, salire a bordo di un sontuoso sette posti, immatricolato nel 2003.
La prima tappa è per un sostanzioso rifornimento di viveri nel grande e ben fornito supermercato di Miramar, dove si può trovare davvero tutto: dagli spaghetti al cibo in scatola, dalla frutta alla verdura, dai piatti e bicchieri in plastica alle preziose taniche di acqua potabile da 5 litri, senza dimenticarsi una buona bottiglia di rhum. Il mezzo ci viene consegnato con lenzuola e asciugamani in abbondanza, nonché con una dotazione di pentole, l'immancabile caffettiera e un prezioso tavolo da esterno accompagnato da sedie pieghevoli. Si parte.
Rotta verso ovest con sosta notturna a Vinales, una valle incantata immersa nel verde e circondata da sorprendenti colline ricoperte da vegetazione dette Mogotes. Sostiamo nel "campismo" (una sorta di villaggio turistico per cubani) proprio di fronte ai due Mogotes più famosi, le "Dos Hermanas".
Ritmi cubani e coccodrilli
La luce del tramonto sembra perfetta per far diventare persino suggestivo l'imponente "Mural de la Preistoria", dai colori sgargianti e, ovviamente, per nulla preistorico. Qui abbiamo il nostro primo, vero, impatto con la passione dei cubani per la musica. Da ogni bungalow esplodono i decibel di canzoni vecchie e nuove, cubane, americane ed europee, con buona pace del nostro desiderio di tranquillità. Visitiamo la "Caverna de S. Tomas", uno dei principali siti speleologici dell'America Latina. Un trekking di tre ore sottoterra davvero suggestivo. Ci aspetta una delle spiagge più ammalianti di tutta Cuba: Maria la Gorda. Prima, però, una doverosa deviazione per visitare un allevamento di coccodrilli. Se ne trovano diversi in tutta l'isola, alcuni destinati al ripopolamento delle paludi, altri a soddisfare la curiosità gastronomica dei turisti. Nel nostro, i coccodrilli venivano liberati. Così, per il resto del viaggio ci è stato impossibile, prima di ogni sosta libera, evitare di porre la fatidica domanda agli abitanti della zona: "Cocodrillos aqui"?
Maria la Gorda è una spiaggia seducente, dove pochi selezionati turisti possono trovare la perfetta combinazione tra la natura caraibica e i confort turistici offerti dal piccolo resort che dispone solo di 55 stanze. Qui si può sostare con il camper, grazie a un accordo raggiunto con Campertour. Un angolo di paradiso, frequentato quasi esclusivamente da subacquei, e immerso nella natura selvaggia della Penisola del Guanabacabibes, dichiarata Riserva della Biosfera. Il tramonto è sensazionale, e certo non fa preludere l'arrivo di Charlie, un ciclone che attraverserà la parte orientale dell'isola, Avana compresa.
In fuga da Charlie
Così, increduli, veniamo sfollati la mattina successiva al nostro arrivo insieme a tutti gli altri turisti. Raggiungiamo la capitale nel pomeriggio. La sera è atteso Charlie, la città si sta mobilitando e il cielo si sta colorando sempre più velocemente di un blu cupo e misterioso. Una pioggia battente e fittissima ci accompagna nei 150 chilometri di autostrada che ci separano da Santa Clara, dove il pericolo dell'urgano è, finalmente, scongiurato. Sostiamo a Villa La Granjita, altro villaggio turistico che collabora con Campertour, a circa 10 chilometri dalla città. La piazza di Santa Clara è davvero vivace e gioiosa. È una delle città più antiche di Cuba, poco coinvolta dal turismo di massa, ma assolutamente rappresentativa dei valori rivoluzionari: qui si trova il mausoleo dedicato al Che, nella Plaza della Revolucion. E proprio a Santa Clara ebbe luogo la battaglia decisiva della rivoluzione castrista, in seguito alla quale Ernesto Che Guevara divenne figlio adottivo di questa città. Intanto, grazie al cellulare cubano fornitoci dal noleggiatore, apprendiamo che Charlie è passato per l'Avana, lasciando la città senza luce e acqua per diversi giorni.
Abbiamo voglia di mare. "Puntiamo la mansarda" verso l'isola di Cayo Santa Maria, che raggiungiamo dopo aver percorso una strada-ponte sul mare lunga ben 50 chilometri e che attraversa una placida laguna. La strada è talmente suggestiva che la percorriamo in silenzio, con l'animo anch'esso sospeso sul mare, proprio come questa bizzarra lingua di asfalto. Ci attende la lunga e bianchissima spiaggia di Las Salinas: la nostra prima notte in sosta libera. Dovremo rinunciare al condizionatore della cellula poiché il nostro veicolo non è dotato, come altri, di generatore di corrente. La spiaggia è lunga alcuni chilometri, bianchissima e immersa in una rigogliosa vegetazione. Un bagno ai Caraibi al tramonto e un piatto di spaghetti all'aragosta (in ogni spiaggia troverete qualcuno disposto a procurarvi questo gustoso crostaceo per pochi dollari) possono distrarre per qualche ora, ma nella vita, si sa, non c'è rosa senza spine e Cayo Santa Maria ne ha di sorprendenti: le zanzare. Difficile descrivere l'isterica frenesia e l'aggressività di questi famelici insetti che in agosto si fanno particolarmente fastidiosi. Così, dalle 19 alle 21 è bene rinchiudersi in camper e attendere che gli stormi si plachino. In realtà incontreremo nuovamente zanzare così insidiose solo verso la fine del viaggio, a Playa Larga. Per fortuna abbiamo una buona scorta di spray repellente. Proseguiamo il nostro cammino verso Trinidad. La strada è lunga e soprattutto si percorre molto lentamente. Una sosta tecnica a Cienfuegos è perfetta. Per la notte ci appoggiamo di nuovo a una struttura convenzionata con il nostro noleggiatore, cioé il gradevole porticciolo turistico in fondo alla marina. Siamo in una città che offre poche attrattive dal punto di vista storico-culturale, ma parecchie per chi ama il divertimento notturno. Per gli amanti della salsa, proprio di fronte al punto sosta si trova uno dei templi della musica cubana: la Casa della Musica.
Paradisi coloniali
Ed eccoci finalmente nella fascinosa Trinidad, città dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Il perché ci è subito evidente: le case coloniali, coloratissme e perfettamente mantenute fanno bella mostra di sé, con le loro ringhiere in metallo lavorato e le tettoie creole affacciate sulle stradine in acciotolato che si arrampicano per la città. L'atmosfera di Trinidad è davvero sensuale e coinvolgente. I turisti, qui più assediati che altrove dai residenti in cerca di qualche dollaro, si accomodano ai tavolini dei bar dove, ascoltando musicisti eccellenti, sorseggiano rinfrescanti mohito o inebrianti daiquiri. E a pochi chilometri dalla città si trovano alcune delle spiagge più belle dell'isola. Scegliamo, per la notte, Playa Ancon e sostiamo liberamente sulla spiaggia, a pochi metri dal ristorante, il cui guardiano notturno, oltre che garantirci una confortante sicurezza, ci fornisce la corrente. Purtroppo è sabato sera, e la mattina ci ritroviamo circondati da una folla festante e rumorosa, sbarcata in massa dai numerosi autobus e camion che portano i cubani al mare per il week-end. Poco distante da Playa Ancon, un'altra spiaggia mozzafiato, quella di Costa Sur, dove a pochi metri dalla riva inizia la barriera corallina, frequentata da pesci di ogni stazza e colore e composta da coralli dalle forme più bizzarre.
Decidiamo di fare tappa a Camaguey. Incomprensibile e labirintica l'urbanistica di questa città, costruita con l'obiettivo di confondere i pirati predatori del 1500. Sostiamo nel parcheggio di un albergo convenzionato con Campertour a qualche chilometro dal centro. Prendiamo un risciò a pedali, suggestiva alternativa al taxi, e ci facciamo accompagnare dal nostro "driver" al mercato. Con pochi pesos facciamo il pieno di frutta verdura: ananas, pomodori, banane, mango, papaya, fagiolini, guayabe, manioca e avocado. Nella fornitissima "Tienda Panamericana", riforniamo anche la cambusa di pasta e pelati, indispensabili ingredienti per le nostre numerose spaghettate all'aragosta. Il mare dei Caraibi non dà assuefazione, così, dopo la città, puntiamo nuovamente verso una delle spiagge più rinomate di Cuba: Playa Guardalavaca, sulla costa settentrionale. Poco prima della vera e propria spiaggia, voltiamo a destra costeggiando un grande albergo e raggiungiamo un piccolo e isolato angolo di paradiso. Il camper è a pochi metri dal mare e la spiaggia è deserta. Scelta fortunata, poiché la spiaggia ufficiale, che per curiosità andremo a vedere un paio di giorni dopo, è affollata e cosparsa di barettini con musica a tutto volume.
Proprio dove sbarcò Colombo
Decisi a percorrere l'isola da un capo all'altro, partiamo per Baracoa, città posta all'estremità orientale di Cuba. Basandoci sulla dettagliata cartina stradale che ci ha fornito il noleggiatore, decidiamo di non tornare indietro sulla strada principale che attraversa Holguin, ma di puntare direttamente a sud. Da Banes a Mayari, la sede stradale è un susseguirsi continuo di buche pericolissime e tratti di sassi e sterrato. Ci vogliono più di tre ore per percorrere cinquanta chilometri e alla fine siamo davvero stremati. Decidiamo quindi di seguire il consiglio di Alberto ed evitare di arrivare a Baracoa dall'alto, cioè passando per Moa, poiché la strada è altrettanto impraticabile. Scendiamo, quindi, a Guantanamo, dove non possiamo andare a visitare la base militare americana perché è necessario disporre di un invito che rilasciano il ristorante o l'albergo situati nelle vicinanze. La strada che porta a Baracoa sa stupire: dapprima, anche nella parte che costeggia il mare, brulla e desertica e poi, quando si inerpica tra le montagne, verdissima e circondata da boschi non molto diversi da quelli europei, se non per qualche palma disseminata qua e là. L'impatto con la città è un po' traumatico. Baracoa si sviluppa longitudinalmente al mare e dispone di tre vie principali a senso unico e collegate da strette viuzze. Non è facile districarsi subito tra le strade e mancano gli spazi per sostare. Non essendo presente un punto sosta convenzionato con Campertour, decidiamo di provare con uno dei tre alberghi presenti in città. Nulla da fare, il camper non può sostare per la notte. Così ci dirigiamo per circa venti chilometri a nord e pernottiamo nella splendida Playa Maguanao. Torniamo in città il giorno dopo, portando con noi due ragazzi che sorveglieranno il mezzo lasciato nel parcheggio esterno alla città. Decisamente poco toccata dal turismo, Baracoa è una cittadina molto vivace e genuina. Qui nel 1492, si narra, sbarcò Cristoforo Colombo, e piantò una croce ancora custodita nella cattedrale. È la prima città fondata dagli spagnoli a Cuba. Decidiamo di fermarci tre giorni e la seconda notte la passiamo nella spettacolare Playa Maipurici, 30 chilometri a nord verso Moa, che si affaccia su una placida piscina naturale, protetta dal mare aperto grazie a una lingua di roccia. La terza notte, invece, a Playa Barigua, nella direzione opposta, cioè a sud di Baracoa. Anche in questo caso, parcheggiamo a pochi metri dall'acqua, all'ombra delle palme.
È ora di tornare sui nostri passi.
Sulla via del ritorno
Raggiungiamo Santiago, definita a ragione una delle città più attraenti e caratteristiche del Paese. Una storia importante alle spalle (nasce proprio qui con l'assalto alla casa Moncada, il primo movimento rivoluzionario "26 luglio"), una popolazione multietnica, i palazzi maestosi, le strade che si arrampicano suggestive sulle colline, i numerosi ritrovi dove ascoltare musica afrocubana, rendono la città estremamente vivace e interessante. Parcheggiamo in una piazza centralissima e, come già abbiamo fatto in altre situazioni, affidiamo il camper a un "parcheador" ufficiale che al costo di un dollaro sorveglia il mezzo per tutto il giorno.
Il viaggio volge al termine e decidiamo di percorrere gli 860 chilometri che ci separano dall'Havana in sole due tappe. Arriviamo a Playa Larga in serata e sostiamo nel prato dell'hotel Horizontes, convenzionato con Campertour. Qui non ci lasciamo scappare l'occasione di una fantastica immersione sulla barriera corallina, che termina con una gita all'interno di una grotta sommersa. Per i più esperti è possibile immergersi nella Cueva de Los Pisces, una piscina naturale molto profonda e costellata di caverne sommerse. Rieccoci di nuovo all'Havana. La riconsegna del camper avviene senza problemi e nei due giorni che ci separano dalla partenza, abbiamo tempo di finire il nostro giro turistico della città e di procurarci un'adeguata scorta di sigari, rhum, caffè e cacao. Percorrendo il lungomare del Malecon, si insinua già un po' di nostalgia. I ricordi, ora vivissimi, delle spiagge, dei tramonti, della gente e dei suoi racconti, delle mille contraddizioni che abbiamo incontrato sul nostro cammino, tra poco sbiadiranno. Ma questo, lo sappiamo, è l'epilogo inevitabile di ogni bella vacanza. Torniamo in Italia impazienti di vedere come saranno le centinaia di fotografie scattate e con la consapevolezza di aver visitato un Paese unico, nel miglior modo possibile e prima che un regime dittatoriale tanto anacronistico quanto affascinante, lasci il posto alla piena occidentalizzazione.
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| Notizie utili |
Il viaggio
Documenti e vaccinazioni
Richiesti il passaporto
individuale in corso di validità con scadenza posteriore alla data di rientro
in Italia e visto turistico d'entrata. Non è richiesta alcuna profilassi
sanitaria.
La lingua
Lo spagnolo è la lingua
ufficiale. L'inglese e l'italiano sono parlati correntemente negli hotel e nelle
località turistiche.
Valuta
La valuta locale è il
"Peso", diviso in 100 Centavos. Esiste una nuova valuta, denominata
"Peso Convertibile", con lo stesso valore del Dollaro USA (1 USD=1
Peso Convertibile) ed è quindi possibile riconvertirlo, alla partenza, in
Dollari Usa. Accettate alcune delle più importanti carte di credito, purché
non statunitensi. Poiché tutti gli acquisti vengono effettuati in Dollari Usa,
consigliamo di dotarsene di una adeguata scorta.
Clima
Tipicamente tropicale, la
temperatura raggiunge mediamente i 24-30 gradi tutto l'anno. La nostra stagione
estiva corrisponde al periodo più umido, mentre in inverno il clima è più
asciutto.
Due le stagioni, ben definite:
secca, (novembre/aprile) e delle piogge (maggio/ ottobre). Mediamente le piogge
raggiungono i 1 059 mm. nel periodo piovoso e 316 mm. in quello secco (media
annuale 1.375 mm.); umidità media annuale 78 %. Consigliate creme solari e
repellenti anti-zanzara
Fuso orario
Rispetto all'Italia, a Cuba ci
sono 6 ore in meno durante tutto l'anno, anche quando entra in vigore l'ora
legale.
Voltaggio
Solitamente 110 volts, ma
anche 220. A bordo del camper è installato un inverter che fornisce corrente a
220 Volts.
Indirizzi
Ambasciata d’Italia a Cuba:
5 Avenida n.402 - esq. Calle 4, Miramar – Playa, La Habana, tel. (+537)
2045615, fax (+537) 2045659 - 2045661, http://sedi.esteri.it/avana
Ambasciata di Cuba in Italia:
via Licinia 7, Roma, tel. 06571724
Il noleggio
Campertour dispone di 20
autocaravan mansardati della Rimor, 18 su meccanica Mercedes Sprinter e 2 su
Ford. Sono veicoli da 6/7 posti letto, che offrono tutto quanto previsto di
serie (frigorifero trivalente, cucina a tre fuochi, boiler, bagno con doccia
separata, finestre con zanzariere) e di alcuni accessori extra: cassaforte,
radio con riproduttore di audiocassette, condizionatore cabina, condizionatore
cellula, serbatoio supplementare della potabile da 100 litri, presa di corrente
a 220 Volt di tipo italiano e su alcuni modelli il gruppo elettrogeno.
All'interno vengono dotati di attrezzatura da cucina, tavolo e sedie da esterno,
lenzuola, federe, cuscini e asciugamani, 2 bombole di gas, kit pronto soccorso,
ruota di scorta, attrezzi di prima utilità e telefono cellulare abilitato.
All’atto del noleggio viene rilasciato un libretto di voucher da
consegnare nei punti sosta convenzionati con Campertour, ben ramificati in tutta
l’isola, dove, oltre alla corrente, è disponibile il carico dell’acqua ed
è possibile scaricare i serbatoi (talvolta in appositi pozzetti, talvolta in
aree indicate dai gestori del terreno). Tariffe con diverse fasce di prezzo a
seconda della stagione. Indicativamente sono le seguenti: da 1 a 3 giorni
155 dollari/giorno; da 4 a 7 giorni
145 dollari/giorno; da 8 a 15 giorni
140 dollari/giorno; oltre i 15 giorni 130 dollari/giorno.
Le tariffe includono:
chilometri illimitati, sosta e rifornimento in piazzole attrezzate, telefono
cellulare, bombole gas. Non includono: volo, assicurazione (20 $ al giorno -da
pagare a Cuba), deposito cauzionale (400 $ da pagare a Cuba), gasolio,
telefonate, pulizia (solo se il noleggio è per più di tre giorni). L’età
minima per guidare i camper è di 21 anni con la patente B
Campertour (Alberto Caldirola):
calle 3ra Y Malecon, Vedado, Ciudad de la Habana, Cuba. Tel. 880-3056. E-mail:
cubacamper@enet.cu. Internet www.campercuba.com
Ci si può rivolgere,
dall’Italia, anche a uno dei seguenti tour operator:
York Italia Tour
York Italia Tour, Via Ghibellina 178/R, 501222 Firenze, tel.
(+39)055/2645553, fax (+39)055/2645545, e-mail:
york@yorkitaliatours.com, Internet: www.yorkitaliatours.com
Franco RossoCorso Venezia, 14,
20122 Milano, tel. 02/77301, e-mail: operlr@francorosso.it, Internet
www.francorosso.it
Lovely Cuba Via Brunacci 7,
20136 Milano, tel. 0236566141 - 0258106046, fax 0236566477, e-mail: staff@lovelycuba.com,
Internet: www.lovelycuba.com
Le strade a Cuba non sono nate
per i turisti, ma per il continuo spostarsi di villaggio in villaggio dei
lavoratori e dei contadini. Superata la difficoltà iniziale, diventa quasi
naturale sentirsi parte di questo puzzle, scomposto ma armonioso, di biciclette
e carretti trainati da cavalli, di macchine sgargianti dei primi anni ‘50, e
poi ancora uomini, donne e bambini a piedi, per chilometri. Ciascuno percorre, o
meglio abita queste strade con la propria andatura e con le proprie regole. Poi,
in prossimità dei villaggi o delle città, la popolazione della strada si
arrichisce anche di maiali, buoi, cani, galline in libertà. E questo a
qualsiasi ora della giornata, ragion per cui è altamente sconsigliabile
avventurarsi per le strade di notte, anche con dei fari potenti come quelli del
nostro Mercedes. Mancano le strisce di mezzeria, i guard rail, qualsiasi tipo di
catarifrangente, a bordo strada, ma anche sulla parte posteriore di carri e
biciclette. La sede stradale, inoltre, nasconde ogni tipo di insidia,
soprattutto nella parte più orientale dell’isola: buche di tutte le
dimensioni e profondità, sterrati improvvisi e sassi, nelle zone più montuose.
È poi praticamente impossibile trovare indicazioni stradali. Il cubano viaggia
principalmente su autobus o meglio camion trasformati in corriere. Sotto ogni
ponte e a ogni bivio si incontrano persone in attesa di un passaggio.
Fondamentali per chiedere indicazioni stradali, dal momento che i cartelli sono
completamente assenti, anche sugli svincoli dell’unica autostrada che taglia
in due un pezzo dell’isola. L’autostrada è frequentata da qualsiasi tipo di
veicolo, biciclette comprese, che può improvvisare un’inversione di marcia in
ogni momento. In alcuni tratti, poi, i venditori di cipolle, formaggi e frutta
sono tanto incoscienti da pararsi in mezzo alla strada. L’attenzione è di
rigore, quindi, anche perché su quella stessa autostrada si possono incontrare
il passaggio dei binari del treno e qualche semaforo.
Il
traffico, comunque, è disciplinato. Il cubano guida con prudenza. È
sufficiente prestare la necessaria attenzione nei sorpassi dei veicoli più
lenti. Nonostante ci avessero messo in guardia sul rigore della polizia, non
abbiamo avuto alcun problema. Bisogna ricordarsi di rallentare fino ai 40 km/h
non appena si incontra il cartello “Punto di controllo”, altrimenti sarete
inevitabilmente multati al posto di blocco.
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| Le Tappe |
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