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| Data pubblicazione:12/2004 |
| Voglia di sole |
| Atmosfere maghrebine, spiagge, oasi e aromi di spezie a un passo dall'Italia. Da Tunisi a Tozeur, passando per Hammamet e Jerba |
| Testo di Saida F. Corsini - Foto di Paolo Picciotto |
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Rilassanti passeggiate in riva al mare, un sole tiepido che rasserena i pensieri, siti archeologici immersi tra dune di sabbia e oasi, mercati di spezie. Anche in pieno inverno, quando l'Italia soffre di climi rigidi e cieli plumbei, i paesaggi della Tunisia sanno regalare suggestioni d'Africa, in riva a un Mediterraneo arabo dalle antichissime tradizioni. Una meta "facile", a un passo dalla nostra penisola, dove la cultura occidentale convive e si fonde con un Islam moderato e aperto nei confronti dell'Occidente, ideale da raggiungere tra dicembre e febbraio perché non affollata da turisti e perfetta per sfuggire il grigiore cittadino.
La vocazione turistica di questa nazione nordafricana - che ha visto un secolo di dominazione francese - si declina in molteplici proposte e la ridotta estensione territoriale del Paese consente, inoltre, di poter sperimentare in pochi giorni le emozioni di un viaggio che ne racchiude tanti altri.
Giungendo a Tunisi in nave si sbarca a La Goulette, nella periferia orientale della capitale, città dal doppio aspetto, spesso dimenticata dalle rotte vacanziere e, solo di primo acchito, non particolarmente suggestiva.
Tunisi, tra Occidente e spezie
Da un lato, il volto francese, con gli ampi viali alberati, le boutique di lusso e i palazzi un tempo moderni; dall'altro, quello maghrebino, con il dedalo di vicoli della Medina, i monumenti decadenti, i mercati e le moschee. Tunisi ha molto da offrire e sa conquistare i visitatori con un'interminabile serie di alternative. Il centro è il luogo eletto per la mondanità, con i numerosi caffè e le architetture coloniali. Protagonista della città "nuova", trafficatissima e caotica, è Avenue Habib Bourguiba, quasi una metafora di Tunisi stessa: il suo tratto iniziale, nei pressi del porto, non suggerisce grandi aspettative, ma via via che ci si avvicina al cuore della capitale la strada si arricchisce di eleganza continentale, per terminare alla Medina, anima araba di Tunisi.
Indubbiamente, però, è proprio la Medina ad affascinare maggiormente. Qui, il traffico automobilistico svanisce e al caos si sostituisce la vitalità. Proclamata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità e dominata dalle torri dei minareti, alterna il candore delle cupole alla fitta penombra dei vicoli e delle gallerie, aprendosi su bazar affollati e colorati che vendono di tutto, dal cibo all'artigianato, in Tunisia piuttosto raffinato. Un labirinto topografico, ma anche culturale, che interseca millenni di storia e ne propone tutte le sfumature.
La Grande Moschea Zitouna è il fulcro di quest'area ed è visitabile a pagamento, così come alcune mederse, università musulmane di origine turca che svelano suggestivi porticati. Attorno al nucleo religioso, i mercati, anzi i souk. Da quello delle stoffe a quello dei profumi fino a quello dei gioielli, rappresentano una tradizione che il turismo ha solo in parte intaccato. Una bottega dietro l'altra ci si accorge che Tunisi si sta mostrando nella sua antica essenza; ma è la zona sud della città "vecchia" che riserva, forse, le maggiori emozioni. Monumenti dal grande valore artistico si alternano numerosi a scene di vita quotidiana, gente vociante per le strade, bambini con i grembiuli da primo giorno di scuola. Poco fuori dal nucleo cittadino, merita assolutamente una visita il Museo nazionale del Bardo, scrigno archeologico della Tunisia intera. Presenta testimonianze cartaginesi, romane, cristiane e islamiche, ma soprattutto è noto per gli eccezionali mosaici romani dei primi secoli dopo Cristo.
Mito e mondanità
Pensando al passato, non si può dimenticare Cartagine, il mitico porto nel golfo di Tunisi, fiorente sotto Giulio Cesare e cantata da Virgilio nell'Eneide. Oggi, le rovine non reggono il paragone con il mito, ma Cartagine resta una meta imperdibile, principalmente per i suoi giardini affacciati sul mare. Da qui, spostandosi qualche chilometro a nord, si incontra Sidi Bou Saïd, caratteristico e imperdibile villaggio arroccato su un promontorio che guarda le onde. Le sue case bianche ornate di turchese, le stradine silenziose e abbellite da sgargianti fiori ne fanno un luogo tipicamente mediterraneo che attrae da secoli gli amanti del bello e gli intellettuali. Indubbiamente sofisticato, Sidi Bou Saïd in inverno lascia spazio anche a chi non si sente necessariamente attratto dal jet set.
Celebre e impraticabile d'estate è il Cafè des Nattes, dove la regola è sdraiarsi sulle stuoie a sorseggiare un classico tè alla menta e pinoli.
Lasciando Tunisi e doppiando la penisola di Cap Bon verso sud, superato il villaggio punico di Kerkouane - il più importante scoperto fino ad oggi - ecco un altro luogo ben noto a chi cerca vita mondana ed eleganza: Hammamet, stazione balneare decisamente vitale.
Le spiagge di Hammamet, le oasi del Sahel
Chi desidera una cena tipica qui è accontentato, potendo scegliere tra una miriade di ristoranti, spesso a buon mercato; ma anche tra negozi caratteristici e locali notturni, inclusa una teoria di discoteche. Eppure non bisogna lasciarsi trarre in inganno, perché la città - un tempo piccolo insediamento marinaro - ha fascino discreto. I moltissimi alberghi non sono mostri di cemento armato, ma edifici di pochi piani, e non c'è ovunque asfalto, bensì vegetazione rigogliosa. L'immensa spiaggia, protetta dal golfo e gremita nei mesi più caldi, è un luogo perfetto per lente e silenziose passeggiate, dove può anche capitare di incrociare dromedari.
Scendendo ancora lungo la costa, si può decidere di fare tappa a Sousse, località dalle infinite spiagge bianche, perfettamente organizzata per accogliere i turisti, a cui offre lo spettacolo della sua Medina e di un museo archeologico di grande valore. Sousse è nel cuore del Sahel - la "costa" - subsahariano, una regione affascinante che alterna lagune e saline - dove è possibile avvistare molte specie di uccelli migratori - a deserti e zone fertili.
Il litorale è decisamente turistico, ma l'interno conserva siti preziosi, come l'antica capitale del Nord Africa, la città sacra Kairouan, che per importanza religiosa segue solo La Mecca, Medina e Gerusalemme. Proclamata Patrimonio dell'Umanità, è un punto di riferimento per i musulmani del mondo e un autentico spettacolo architettonico che proietta i turisti nel più intenso clima arabo.
I due volti di Jerba
Tornati sulla costa e superata Gabès, ecco Jerba, collegata da duemila anni alla terraferma grazie a una strada artificiale. Ma Jerba è e resta un'isola, diversa dal resto della Tunisia. Lo si percepisce all'arrivo, soprattutto d'estate, quando la folla di turisti mette in risalto le strutture ricettive, le spiagge affollate, i prezzi elevati, su uno sfondo fatto di crisi economica, di scarsità d'acqua e di comunità locali che faticano a trovare una loro collocazione in questo scenario mutato piuttosto rapidamente. In inverno, tuttavia, si avrà modo di godere maggiormente della bellezza sfacciata di questi luoghi, nonché del contatto con la gente di Jerba. Arabi, ebrei, musulmani, berberi, africani cercano a fatica di mantenere le loro tradizioni e qui è chiaro come la Tunisia sia fatta di molte sfumature. Dal punto di vista paesaggistico siamo in un Eden, con spiagge candide, palmeti, mare cristallino e sempre tiepido; l'interno dell'isola è segnato da strade di campagna e complessi agricoli che contribuiscono a rendere Jerba un luogo incantato. Il capoluogo e unica vera cittadina è Houmt Souk, dove quotidianamente si tiene un caratteristico mercato del pesce e dove è possibile osservare dall'esterno - l'ingresso è riservato ai soli musulmani - alcune interessanti moschee, come quelle degli Stranieri o dei Turchi.
Matmata, come in un film
Tornando sui propri passi fino a Gabès e deviando nuovamente nell'entroterra punteggiato dalle rigogliose oasi del Sahel, lo scenario si trasforma repentinamente e diventa stranamente familiare, almeno a cinefili. Dopo non molto cammino si giunge, infatti, a Matmata, centro famoso per le sue "case troglodite", abitazioni sotterranee scavate nell'arenaria attorno a un profondo cortile centrale a cielo aperto, dove ancora oggi vivono migliaia di abitanti della zona appartenenti all'etnia berbera. Fu questo uno dei luoghi tunisini scelto come location per girare la serie di Guerre Stellari.
In particolare, l'Hotel Sidi Driss fu la "casa" del giovane Luke Skywalker, lo Jedi protagonista della fortunatissima epopea in celluloide. Inutile dire che Matmata, dopo la sua trasformazione in set cinematografico, è diventata una delle principali attrazioni turistiche; la popolazione, da un lato, ha reagito mettendosi sulla difensiva e, dall'altro, aprendo le porte delle proprie case ai curiosi in cambio di denaro. Quando il flusso di vacanzieri cala è, però, possibile approfittare di una maggiore tranquillità e disponibilità locale.
A Matmata, anche chi viaggia in camper potrebbe decidere di dormire per una notte in uno degli alberghi trogloditi, sperimentando così in prima persona la strana emozione di vivere in questi alloggi per noi inusuali, ma perfettamente integrati con il paesaggio e il clima della regione.
Miraggi alle porte del Sahara: Douz e Tozeur
La strada che da Gabès conduce a Jerba prosegue per Douz, "porta del Sahara" dove in inverno tornano i Mrazig, popolo nomade dedito alla pastorizia e, conseguentemente, alla produzione di lana, tappeti e prodotti in cuoio. A Douz si tiene un mercato che richiama gente da tutti i dintorni e, naturalmente, molti turisti. Manufatti artigianali e bestiame - ovini, bovini e dromedari -, ma anche deliziosi datteri raccolti dalle molte palme della zona sono i prodotti che caratterizzano il souk della piccola città. Ogni anno, inoltre, tra Natale e Capodanno, si tiene un importante evento, il Festival internazionale del Sahara, che riunisce tutte le realtà del Maghreb. Nel 2004 avrà luogo dal 25 al 29 dicembre e perderlo sarebbe un peccato. L'ottimo sito Internet della città (www.douz.org) fornisce esaurienti informazioni sul programma, che prevede una maratona internazionale di dromedari (a Douz, chi lo desidera può concedersi una facile escursione in groppa a questi splendidi animali), cortei folkloristici, convegni, laboratori e fiere di artigianato.
Prossima e ultima tappa di questo viaggio tunisino è Tozeur, non lontano da Douz, nel cuore del Jerid, regione in cui paesaggi desertici e dune rosa si alternano a oasi e dove il grande lago salato chiamato Chott el Jerid riserva una magica sorpresa. Attraversandolo in camper sulla strada che porta a Tozeur - da evitare i fuori pista per non impantanarsi - si potrà assistere al fenomeno dei miraggi, che prendono vita sulla crosta salata del Chott. Giungere a Tozeur - la cui oasi di palme, estesa su 10 chilometri quadrati, è la seconda per grandezza della Tunisia - è un viaggio nel viaggio, un percorso suggestivo. Certamente la città è una classica destinazione turistica, ma non per questo ha rinunciato alla sua anima. Nota per le sue case in mattoni rossi lavorati a forme geometriche, è percorsa da dedali di strette vie e ha ancora memoria dei tempi in cui era fulcro economico e punto di incontro di mercanti. Da non perdere il museo Dar Charait, dove sono esposte splendide ceramiche, opere artistiche e spaccati delle tradizioni locali. Preferibilmente da evitare, invece, i due zoo cittadini, ben lontani dal concetto di habitat naturale. A pochi chilometri da Tozeur, infine, un altro luogo che gli appassionati di cinema non possono lasciarsi sfuggire, Onk Jemal. È stato il set sia di "Il paziente inglese", sia di Guerre Stellari "Episodio 1": la location mostra ancora tutti gli elementi di scena del film di fantascienza. Proiettati nel futuro, non resta che dirigersi verso casa, sulla strada di un inverno continentale che ora può essere vissuto con dune di sabbia e oasi negli occhi. Sapendo che la Tunisia è a un passo da noi.
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| Notizie utili |
Come arrivare
Per raggiungere la Tunisia dall'Italia ci sono alcune possibilità:
Da Genova - COTUNAV (Compagnie Tunisienne de Navigation) in dicembre salpa per Tunisi ogni sabato alle 17 con attracco alle 13 di domenica; il 25 dicembre due partenze, una alle 15 e una alle 19; per il 2005 la programmazione, alla data di uscita del giornale, non è ancora stata resa nota (info 119123199 da telefono fisso; 0813172999 da mobile). GRANDI NAVI VELOCI in dicembre salpa per Tunisi il mercoledì e il sabato alle 18 con arrivo l'indomani alle 17; per il 2005 non è ancora disponibile la programmazione (info 0102094591)
Da Napoli/Trapani - LAURO TRAGHETTI Srl dal 2 dicembre al 30 gennaio effetua partenze ogni giovedì alle 18, con attracco a Tunisi alle 18 del giorno successivo. La tratta prevede uno scalo a Trapani (info 0815513352)
Muoversi in camper
Spostarsi in camper lungo la Tunisia è piuttosto semplice. Le strade sono generalmente buone e spesso asfaltate fino alle oasi.
Se ci si avventura sui terrapieni che attraversano i laghi salati (Chott), si deve evitare il fuori pista, poiché la crosta salina piò nascondere pantani.
Dove sostare
Per quanto riguarda le aree di sosta, queste non sono concepite come in Italia: non esistono spazi attrezzati e adibiti ai camper.
Diventa allora opportuno scegliere di pernottare nei campeggi, che tuttavia non sono numerosi e spesso privi di servizi e camper service; nessun problema, invece, per il carico d'acqua. Si può pernottare lungo la strada. Nei centri abitati è spesso possibile passare la notte nei pressi delle gendarmerie, chiedendo preventivamente il permesso di sosta, oppure nelle aree di servizio, chiedendo il permesso e offrendo una piccola mancia.
Campeggi
Douz - "Desert Club", Douz, gestito dall'italiano Lorenzo Bonfatti, tel. e fax 0021675470575. Attenzione: il Desert Club di Tozeur non è più in attività.
Hammamet - "Samaris", Baraket Essael, Hammamet, a 1 km dal mare, tel. 0021672226353, fax 0021672226380
Tozeur - "Beau Reves", Tozeur, avenue Chabbi route touristique, tel. 0021676453331, fax 0021676454208
Informazioni
Ente Nazionale Tunisino per il Turismo - via Baracchini 10, Milano, tel. 0286453044, fax 0286452752. e-mail tunisia.turismo@tiscalinet.it; via Calabria 25, Roma, tel. 0642010149, fax 0242010151
Ambasciata di Tunisia in Italia - via Asmara 7, Roma, tel. 068603068, fax 0686218204
Ambasciata d'Italia a Tunisi - 37, Rue Jamel Abdennacer, tel. 0021671321811, fax 0021671324155, http://ambitalia-tn.bo.cnr.it
Documenti
Ai cittadini italiani non è richiesto nessun visto. Sono necessari il passaporto e la patente in corso di validità, più la carta verde per la circolazione del veicolo. La permanenza è concessa per tre mesi consecutivi e prorogabili.
Moneta e lingua
La moneta tunisina è il Dinaro tunisino, DT, che equivale a circa 0,80 euro. Si parlano l'arabo e il francese, ma spesso vengono compresi inglese e italiano
Carburante
Il costo del gasolio è piuttosto basso e si aggira attorno a 0,70 euro per litro
Clima
Nel Nord tunisino il clima è mediterraneo, con estati secche e calde e inverni miti e piovosi; sulle cime più alte si può incontrare la neve. Nel Sud, inverni soleggiati e secchi con temperature miti. La temperatura media tra dicembre e gennaio è tra gli 8° e i 17°C. La piovosità a sud può diminuire di dieci volte rispetto al nord del Paese.
Gastronomia e artigianato
Passione Maghreb
Sedersi a tavola in Tunisia è certamente una piacevole, addirittura sensuale, parte del viaggio sia perché l'offerta è ampia e consente di trovare ottime pietanze anche a buon mercato, sia - e soprattutto - perché i sapori sono decisamente vari, intensi e dall'aspetto invogliante. Protagoniste sono le spezie, come cumino, menta e anice, ma anche il pesce, i crostacei e, nell'interno, le carni. Non vanno dimenticati i datteri, qui di prima qualità (siamo nel regno delle palme che li producono). La pietanza più nota, tipica di tutto il Maghreb, è indubbiamente il cous cous, semola di grano cotta a vapore e accompagnata da carne, pesce, verdure e legumi. I piatti di pesce regalano i prodotti di un mare generoso e vanno dai crostacei ai molluschi fino alle più tradizionali grigliate o al pesce ripieno. Se si va di fretta, poi, si può scegliere di fermarsi in uno dei molti bar per assaggiare un cassecroute, sorta di panino imbottito dove la cipolla è sempre presente, o lasciarsi tentare dalle bancarelle dei souk, che offrono golosità a cifre davvero basse. I souk sono anche il luogo privilegiato per fare acquisti. L'artigianato locale propone oggetti interessanti, tra cui spiccano sicuramente la ceramica, gli accessori in cuoio e le suppellettili in rame, i tappeti, le spezie e anche i profumi. Oltre che nei souk, è possibile trovare manufatti tunisini anche in appositi magazzini disseminati sul territorio, voluti dall'Office National de l'Artisanat tunisino: si perderà il gusto di contrattare, ma si guadagnerà la certezza di trovare souvenir selezionati a prezzi ragionevoli e certi.
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