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Data pubblicazione:01/2006
Arcobaleno di emozioni, tra bianco e nero 
Quasi 5000 chilometri a bordo di un’autocaravan “made in South Africa”, tra animali selvatici, paesaggi incontaminati di mare e di terra e tante emozioni irripetibili.
Testo e foto di Antonio Mazzucchelli - Ha collaborato Valentina Sidoti 

La nostra avventura inizia e finisce a Cape Town, città simbolo del Sudafrica, fulgida rappresentazione delle mille contraddizioni che segnano questo incredibile scampolo di mondo. La celebre Table Mountain, con l'immancabile nuvola posata sulla cima piatta, sorveglia una città frenetica ma ordinata, bianca e nera, armata e blindata dietro muri alti anche cinque metri e percorsi dal più stravagante campionario di filo spinato mai visto. E dietro, ville e giardini in stile vittoriano, ove i bianchi dividono i loro privilegi con il terrore di essere rapinati da bande armate. Lasciati i grattacieli, le splendide case coloniali e il pittoresco porto, frequentato da grandi e pasciute foche, con i suoi imponenti centri commerciali, quello che attende il visitatore, alle porte della città, è una sterminata baraccopoli (una "black township").
Si tratta di un mondo parallelo, dove le condizioni di miseria e povertà sono, spesso, marginali nella vita dei neri rispetto al dramma della diffusione dell'Aids. Un Paese nel quale i neri rappresentano il 77% della popolazione, e dove, nonostante l'apartheid sia ufficialmente cessata nel 1994 con la presidenza di Nelson Mandela, la situazione appare ancora in forte squilibrio. Il tasso di criminalità è molto elevato, ma le contromisure sembrano efficaci per garantire al turista un rischio moderato. È sufficiente attenersi alle regole di buon senso, evitando di viaggiare o camminare per le città nelle ore notturne. Per il turista itinerante, naturalmente, è d'obbligo l'utilizzo dei campeggi attrezzatissimi, economici e ben distribuiti su tutto il territorio.

Eccelsi vini e fauna in libertà
Prima tappa del nostro itinerario è la zona di produzione del vino, a nordovest di Cape Town: Winelands.
Qui, si producono eccellenti bianchi (Chenin, Sauvignon Blanc, Riesling), corposi rossi (Shiraz, Cabernet Sauvignon, Pinot), vini da dessert, spumanti, Porto e Sherry. La visita a una tenuta vinicola è da consigliare. Per la spettacolarità delle sue valli e montagne, suggeriamo anche di scegliere, proseguendo il viaggio, la sorprendente strada che attraversa i monti alle spalle di Franschhoek, confluendo prima nella R43, quindi nella R60 e, infine, nella celebre R62, ottima alternativa al tratto iniziale della Garden Route. Da George a Porth Elizabeth, ogni villaggio sul mare, ogni baia meriterebbe una sosta. Ci sono un susseguirsi di spiagge di fine sabbia bianca, coste frastagliate, foreste di yellowwood, parchi naturali. Vi si possono esercitare tante attività sportive, tra le quali, naturalmente, il surf sulle incredibili onde oceaniche. È senza dubbio la strada più frequentata dai turisti e, per questo, molto ben servita da campeggi e strutture d'accoglienza.
Nella favolosa Buffalo Bay avviene il nostro primo incontro con le balene, avvistate letteralmente dal letto in dinette. Il campeggio della baia, tra tutti forse il più bello, si estende infatti su una penisola, consentendo di dormire circondati dal mare. Un avvistamento seducente cui fa eco il primo approccio con gli animali africani all'Addo Elephant Park. Siamo un centinaio di chilometri a nord di Port Elizabeth, in una riserva che si estende per 120mila ettari e ospita circa 300 esemplari di elefanti, oltre a leoni, zebre, facoceri, kudu, antilopi, bufali, gnu e una quantità inimmaginabile di uccelli. Un gradito antipasto di quello che ci attenderà al Kruger e al parco di Santa Lucia. Qui, come nelle altre riserve, si entra liberamente con il proprio veicolo, guidando tra le colline alberate e le pozze d'acqua, fondamentale punto di ritrovo per tutti gli animali. Inutile sottolineare che l'attesa è resa più piacevole, a bordo di un camper, dalla presenza di tavolo, divani, letti e frigorifero.

Contraddizioni in un assaggio di Africa più tradizionale lo si ha, finalmente, nelle città di Umtata (zona dove è nato Nelson Mandela) e Kokstad, quando la Garden Route si stacca dalla costa. I bianchi diventano una rarità e la vita è fremente: strade affollate, bancarelle ovunque, traffico disordinato e parcheggio difficile. Finalmente, perché il Sudafrica finora ci ha offerto troppa civiltà, nonostante elefanti, balene, natura selvaggia, tanta sicurezza (i telefonini, per esempio, prendono ovunque), strade ben mantenute, persone molto cordiali, ogni bene di consumo acquistabile. E ancora, auto di grossa cilindrata nuove fiammanti, aree di servizio con annesso bar-ristorante di buon livello, supermercati colmi di ogni genere alimentare, ma anche di cd e dvd vergini. Un viaggio fin troppo confortevole, insomma, e che rimarrà tale, fatta eccezione per il tragitto interno nella Kwazulu-Natal. In quest'area, i villaggi fotocopia, con casette unifamiliari tutte uguali, ma anche con qualche capanna di fango o paglia, ci riporteranno a una realtà un po' più cruda, quella che, in fondo, ci si aspetta di trovare e che sopravvive al di fuori delle rotte turistiche.
Ai confini con il Lesotho, si snoda la spettacolare catena montuosa del Drakensberg: 243mila ettari dichiarati patrimonio dell'umanità. Una irrinunciabile occasione per gli amanti delle escursioni e del trekking, tra la magnificenza delle vette e la purezza dei ruscelli, il tutto ravvivato dalla presenza di antilopi e babbuini. A questo punto del viaggio, è inevitabile formulare alcune considerazioni: prima di tutto, i sudafricani sanno conservare e valorizzare, egregiamente, il loro patrimonio naturale, trasformandolo in riserva (a pagamento) e offrendo strutture d'accoglienza, un esempio da imitare anche per quelle di casa nostra, soprattutto per la filosofia dei caravan park, essenziali, ma completi di tutto il necessario e a prezzi popolari; in questo Paese, il camper è un veicolo destinato, quasi esclusivamente, agli stranieri, mentre i residenti viaggiano, più comunemente, in caravan e, raramente, con il carrello tenda (in tutto l'itinerario abbiamo incrociato solo tre autocaravan e tutte a noleggio); infine, lasciateci fare anche un'altra annotazione: il filetto di manzo costa 5 euro al chilo e nelle macellerie si trova (legalmente) anche carne di antilope, facocero, kudu e altri animali selvatici.

Natura da vivere alla grande
Attraversato il Kwazulu Natal, dopo aver arrancato non poco con l'inadeguato motore da 115 cavalli del nostro Mercedes Sprinter 308, arriviamo a una delle tappe più affascinanti del tragitto: Santa Lucia. Siamo nella zona "umida" del Sudafrica, nel terzo parco in ordine di grandezza del Paese, con una barriera di terra e foreste tra Oceano e acqua dolce. La vegetazione rigogliosa attira, qui, una infinità di animali selvatici e nel grande lago sono presenti circa 800 ippopotami e 1200 coccodrilli, avvistabili a piedi, dalla riva. La temperatura è mite e permette anche il bagno in mare, onde permettendo. Altrimenti ci si può dedicare alla pratica del "surf casting", cioè la pesca dalla spiaggia, con buone probabilità di "allamare" qualche preda importante. A pochi chilometri dal turistico, ma pittoresco, villaggio di Santa Lucia, si trova la riserva di Mfabeni: costeggia il lago, offre un'imperdibile variante fuoristrada, in mezzo alla jungla in un parco popolato da ogni tipo di animale, esclusi elefanti e grandi felini. Più a nord, per gli amanti delle immersioni, si trova Sodwana Bay, con la barriera corallina più a sud del mondo. Chi è più fortunato di noi potrà avvistare durante l'immersione gli squali toro e le mante. Ma già l'uscita in gommone, con salto dell'onda sulla barriera, vale il prezzo del diving. Tra le altre attività, abbiamo apprezzato la cavalcata al tramonto sulla spiaggia e un giro in "quad" sulle dune di sabbia.

Sconfinato (e affollato) Kruger
Facciamo rotta verso il rinomato Kruger, attraversando lo Swaziland. Non ci ha entusiasmato molto, a dire il vero, se non per l'incredibile parco Malolotja, quasi al confine nord. Un territorio montuoso, percorso da strade sterrate ma ben tenute, e panorami mozzafiato. Strepitoso il campeggio, seppur privo di energia elettrica, ricavato in mezzo alla prateria, senza recinzioni e con tavoli e barbecue scavati nella roccia.
Ed eccoci nel Kruger. Sebbene durante tutto il viaggio abbiamo avuto il privilegio di essere spesso gli unici ospiti dei campeggi (in agosto, in Sudafrica, è inverno e bassa stagione), nel Kruger le cose cambiano. È necessario prenotare e i campeggi sono tutti "fully booked". Gli orari di visita sono rigorosi, se si rientra in campeggio oltre le 18 si rischia la multa per guida notturna. Il parco è tanto affascinante quanto sterminato: è largo 65 chilometri e lungo 350. Vi si trova una quantità infinita di animali ed è impossibile uscirne delusi. Ciononostante, è consigliabile passarci almeno tre giorni, per essere davvero appagati e, magari, avvistare lo schivo leopardo o il raro ghepardo. Le strade sono tutte asfaltate e il soggiorno si spende quasi esclusivamente a bordo del veicolo. I punti per scendere a piedi sono davvero pochi, ma in camper non è un problema. Da provare, assolutamente, il trekking con i ranger, anche se un po' costoso.
Siamo, ormai, verso la fine del nostro viaggio. L'ultima tappa di rilievo è nel Blyde River Canyon, lungo 32 chilometri e terzo canyon del mondo per ordine di grandezza. Dal villaggio-campeggio, dotato di ogni comfort, compresa la piscina, si diramano numerosi sentieri da trekking che si inoltrano nella impenetrabile foresta lungo la riva del fiume, a fondo valle. Qui i sudafricani, quelli ricchi, arrivano in elicottero da Johannesburg per godersi pace, tranquillità e natura. Lasciano una città che noi, invece, stiamo per raggiungere, ma che decidiamo di non visitare: Johannesburg, a detta di tutti, è una città pericolosa. Prendiamo, così, uno dei frequentissimi voli interni per rientrare a Cape Town e qui, con una macchina a noleggio, finiamo in bellezza la nostra avventura con il periplo del capo.
La riserva del Capo di Buona Speranza offre panorami, sull'oceano, davvero indimenticabili e passeggiate rilassanti sulla spiaggia e sui sentieri lungo costa. Incontriamo nuovamente le balene, che giocano a pochi metri dalla spiaggia. Più a nord, ecco, finalmente, una sterminata colonia di pinguini nella False Bay. Mancavano solo loro nel nostro carnet degli avvistamenti. Ora possiamo davvero partire soddisfatti, arricchiti nel nostro animo di viaggiatori da un'esperienza esclusiva, un caleidoscopio di emozioni positive, intense e genuine.
Un terra, che sebbene sopporti il peso della diseguaglianza tra popoli e culture, è così magnanima con il visitatore da far dimenticare le incongruenze e lasciare una meravigliosa eredità, ricordi indelebili da centellinare nei propri sogni di viaggi in libertà.



Il viaggio tappa per tappa

Numerosi e molto curati i campeggi in Sud Africa, riflettono un'elevata cultura del turismo all'aria aperta, praticato soprattutto con caravan e carrelli tenda. Viaggiando fuori stagione i campeggi sono quasi deserti ed è molto facile trovare posto senza preoccuparsi di prenotare, ad eccezione del parco Kruger, dove non esiste una bassa stagione e i camp sono piuttosto affollati. I campeggi si trovano sempre in posti molto suggestivi, in riva all'oceano o all'interno dei numerosi parchi naturali o riserve. Il noleggiatore del camper fornisce una guida illustrata dei campeggi (Camp 'n Live) comprensiva di mappe stradali dettagliate e posizionamento dei campsite. Non manca mai un barbecue, quasi sempre con griglia, l'elettricità., bagni grandi, puliti e con acqua calda. E' necessario arrivare nel posto prescelto entro le sei di sera, altrimenti si rischia di trovare il cancello chiuso.
Il costo medio è di circa 12/13 euro a notte (camper + 2 persone). Troverete sempre gestori e personale molto disponibile e felice di conoscere nuovi viaggiatori.
Il giudizio che troverete nelle schede è del tutto personale e basato sulle seguenti aspettative:
- posizione panoramica o in mezzo alla natura;
- dotato di barbecue e bagni con docce calde;
- meglio se spartano e privo di plus quali piscine, attrezzature sportive, sala televisone;
- l'assenza dell'elettricità non implica un giudizio negativo.

7 agosto - Cape Town
Arrivo a Cape Town in mattinata. Sistemazione nella zona di Green Point, nel confortevole ed economico Bed & Breakfast Braeside, 15 Braeside Road, tel. +27 (0)214397909, www.braesidebnb.co.za

8 agosto - chilometri 212
Cape Town - Montagu
Ritiro del camper a Brackenfell, 20 chilometri da Cape Town. Spesa nel vicino centro commerciale Pick&Pay. Partenza verso Wineland. Arriviamo a Franschoek, attraversando pianura e colline ricoperti da vigne. Superiamo la città sulla R 45 che passa attraverso le montagne. Strada panoramica e suggestiva. Proseguiamo per Worcester sulla R 60.

Montagu Caravan Park
Route 62, tel. 023 6143034
Accogliente, in mezzo ai prati. Ben attrezzato, vicino al paese di Montagu.
Giudizio ***

9 agosto - chilometri 382
Montagu - Buffalo Bay
Percorriamo la R 62, molto suggestiva. Strada buona a due corsie che attraversa paesaggi collinari. Imbocchiamo la N12 a Oudtshoorn e proseguiamo per George. Entriamo quindi sulla N2 (la Garden Route) e verso Knysna. Ci fermiamo a Victoria Bay, posto chic e per gli amanti del surf, quindi arriviamo a Buffalo Bay, spettacolare baia nella quale avvistiamo alcune balene.

Caravan Park Buffalo Bay
Garden Route Knysna, tel 0443830045, www.buffalobay.co.za
Spesi 90 rand. Eccellente, su un promotorio e circondato dal mare, tranquillo e organizzato. 85 piazzole.
Giudizio *****

10 agosto - chilometri 230
Buffalo Bay - Francis Bay
Ci rimettiamo in marcia sulla N2 che si inoltra tra colline boschive e pinete. Ci fermiamo a Monkeyland, parco esclusivamente abitato da scimmie che provengono da privati o zoo. Più avanti ci fermiamo per praticare Bungee Jumping da un ponte alto 216 mt, il più alto al mondo da dove si effettua questa disciplina. Arriviamo a Cape St. Francis.

Cape St. Francis Resort
Cape St.Francis, tel. 0422980054, www.capestfrancis.co.za
Si affaccia sulla spiaggia, ma non ha vista mare. Bungalows e appartamenti. Ristorante.
Giudizio ***

11 agosto - chilometri 536
Francis Bay - Sunshine Coast
Superiamo Port Elizabeth e imbocchiamo la N10. Arriviamo all'Addo Elephant Park, circa trecento elefanti in libertà nell'enorme riserva. Strade asfaltate, ma volendo anche sterrate. Intorno a una delle pozze d'acqua incontriamo un dozzina di elefanti, qualche kudu e due bufali. Nel parco avvistiamo anche struzzi e zebre. Torniamo sulla N10, direzione nord, e imbocchiamo la R400 per Grahamstown. Da qui di nuovo sulla N2. Superiamo East London dopo 25 chilometri arriviamo a Yellow Sands.

Yellow Sands Caravan Park
Dalla N2 si esce a Brakfontain, si gira a sinistra e si prosegue per 2 km. Al cartello per Cintsa si svolta a sinistra dopo 10 km si vede l'indicazione sulla destra. Tel. 0437343043, www.yellows.co.za.
Difficile da raggiungere, ma eccellente. Terrazzato sulla baia, si può dormire a pochi metri dal mare. Ristorante
Giudizio ****

12 agosto - chilometri 650
Sunshine Coast - Howick
Tappa lunga. Riprendiamo al N2 che diventa più monotona e a due sole corsie, con una di sorpasso a disposizione nelle salite. Attraversiamo le città di Umtata e numerosi paesini, affollati di persone di colore. Macchine parcheggiate ovunque rendono difficili le soste, anche solo per un acquisto veloce. Non esistono ristoranti né fast food. Più ordinata Kokstad. Qualche chilometro dopo Kokstad, imbocchiamo la R 56 per Pietermaritzburg. Strada a due corsie, senza spazi ai lati che si inerpica sui monti con pendenze impegnative. Superiamo Pietermaritzburg e proseguiamo verso nord sulla N3 fino a Howick.

13 agosto - chilometri 170
Howick - Giant Castle
Proseguiamo a nord per una quarantina di chilometri fino a Mooi River. Da qui imbocchiamo la strada per il Central Drakensberg - Giant's Castle. Strada suggestiva ma piena di buche, senza linea di mezzeria e stretta. Paesaggi affascinanti. Il parco offre panorami fiabeschi con montagne scolpite e vallate incredibili. Qui si possono praticare escursioni a piedi su uno dei molti itinerari di trekking segnalati.

Midmar Midlands
Tel. 0338451000
Sosta tecnica in un parco affacciato su un laghetto, vicino alla N3. Campeggio ben organizzato, ma poco suggestivo.
Giudizio ***

14 agosto - chilometri 280
Giant Castle - Royal Natal
Al mattino ripartiamo per un altro parco del Northern Drakensberg: Royal Natal. Torniamo a Mooi River e prendiamo la N3 fino a Harrismith. Quindi la R74. Ottimo campeggio interno.

Tendele Royal Natal
Tel. 0364386411, email tkzn@iafrica.com
Caravan park ampio e ben organizzato, vicino a numerosi sentieri da trekking tra montagne, foreste e ruscelli.
Giudizio *****

15 agosto - chilometri 500
Royal Natal - St Lucia
Torniamo sulla N3, passando per Bergville, Winterton e Ladysmith. Imbocchiamo la N11, quindi la R69 fino a Dundee e poi la R68 e R34 fino a Richards Bay. Dalla N2 arriviamo a Santa Lucia. Suggestiva gita sulle rive del lago abitato da ippopotami e coccodrilli. La spiaggia sull'oceano è ideale per la pesca surf casting.

St. Lucia Wetland Park Campsite
Tel. 0338451000
Campeggio interno al parco di St. Lucia e sull'estuario del lago St. Lucia. Coccodrilli e ippototami nel lago e immensa spiaggia sull'oceano. Ben attrezzato.
Giudizio *****

16 agosto - chilometri 30
St. Lucia - Cape Vidal
Trenta chilometri interni al parco per arrivare a Cape Vidal. La Mfabeni Natural Reserve ospita numerose specie di animali. Si possono percorrere alcuni chilometri guidando nella giungla.

Cape Vidal Campsite
Tel. 0355909012
Immerso nella foresta e a pochi metri dall'oceano, dove si pratica la pesca dalla spiaggia. Ben attrezzato, anche se le strade e le piazzole in sabbia battuta richiedono attenzione nelle manovre.
Giudizio *****

17 agosto e 18 agosto - 170 km
Cape Vidal- Sodwana Bay
Dal capo torniamo a St Lucia e proseguiamo sulla R618, quindi sulla N2 fino a Hluhluwe. Da qui seguiamo per Sodwana Bay, una delle poche zone dove esistono secche simili alla barriera corallina. Si possono praticare immersioni, tour guidati sulle dune di sabbia in quad ed escursioni a cavallo.

North Coast Sodwana Bay
Tel. 0338451000
Campeggio molto grande interno al parco ma non affacciato sul mare.
Giudizio ****

19 agosto - 149 chilometri
Sodwana Bay - Mkuze
Torniamo verso Hluhluwe e prendiamo la N2 verso nord. Decidiamo di fermarci al Mkuze National Reserve. Dalla N2 percorriamo circa 20 km di sterrato prima di giungere al campeggio.

Mkuze Game Reserve
Tel. 0338451000
Campeggio interno alla riserva, ben attrezzato. In mezzo alla natura
Giudizio ****

20 agosto - 290 chilometri
Mkuze - Malolotja (Swaziland)
Riprendiamo la N2 fino al confine con lo Swaziland a Pongola. Da qui verso nord su strade a due corsie abbastanza buone fino a Manzini e poi alla capitale Mbabane. Proseguiamo ancora fino alla splendida Malolotja Natural Reserve.

Malolotja Natural Reserve
Tel. 09268 4424241. Spettacolare riserva naturale circondata da valli e montagne. La strada sterrata si inerpica tra le colline .
Il campeggio è essenziale, in mezzo alla prateria, con barbecue e tavoli ricavati nella roccia. Niente corrente.
Giudizio *****

21 agosto - 152 chilometri
Swaziland - Kruger (Berg en Dal)
Usciti dalla Swaziland, entriamo nel Kruger National Park dal Malelane Gate. Il ponte di accesso sovrasta il Crocodile River, dal quale già si vedoni i primi animali: coccodrilli, ippopotami, elefanti. Le strade interne sono tutte asfaltate. Velocità massima 50 km

Berg en Dal
Tel. 0124289111
Campeggio molto grande e ben attrezzato, ma poco caratteristico.
Giudizio ***

22 agosto Kruger - 155 chilometri
kruger (Satara)
Percorriamo 67 chilometri interni al parco su strada asfaltata. Passiamo tutto il giorno in viaggio avvistando numerosi animali e fermandoci presso alcune pozze d'acqua. Arriviamo oltre l'orario massimo a Satara e rischiamo una multa per "night driving".

Satara Rest Camp
Tel. 0124289111
Campeggio grande e attrezzato, con spaccio interno e possibilità di effettuare gite a piedi con i ranger. Ristorante
Giudizio ***

23 agosto - 67 chilometri
Kruger Olifants
Dopo la camminata insieme ai rangers, riprendiamo la nostra esploranzione costeggiando il fiume Letaba e avvistando anche i leoni. Arriviamo in serata al camp Balule, dopo aver prenotato all'Olifants Rest Camp.

Balule (Olifants Rest Camp)
Tel. 0124289111
Splendido e piccolo campeggio di forma circolare immerso nella natura del parco. Gli animali sono oltre la recinzione. Niente elettricità.
Giudizio *****

24 agosto - 138 chilometri
Kruger- Gravelotte
Usciamo dal Kruger attraverso Phalaborwa Gate e proseguiamo in direzione Gravelotte sulla R71.

Caravan park
Sulla R71 per Gravelotte ci fermiamo in una piccola riserva privata a pochi chilometri da Gravelotte, ben segnalata sulla strada con l'indicazione Caravan park.
Giudizio *****

25 agosto e 26 agosto- 109 chilometri
Gravelotte - Blyde river canyon
Seguiamo la R526 fino a Hoedspruit dove ci fermiamo per visitare il Cheetah Project, una riserva per la conservazione delle specie a rischio tra le quali il ghepardo. Preoseguiamo verso Klaserie fino ai suggestivi paesaggi che circondano il Blyde River Canyon sulla R532.

Aventura Resort Swadini
Valley of the Olifants - Hoedspruit, tel 0157955141
Grande campeggio-villaggio turistico molto ben attrezzato. Da qui si parte per l'escursione al canyon, terzo al mondo per grandezza.
Giudizio ****

27 agosto- 140 chilometri
Blyde River Canyon - Nelspruit
Visitiamo God's Window, un punto panoramico dal quale si vede tutto il canyon. Poi Pilgrim Rest e Sabie, villaggi simbolo dei primi minatori, ma un po' troppo turistici. Arriviamo a Nelspruit e ci dirigiamo verso la N4 per Johannesburg, dove ci fermiamo nel campeggio Safubi.

Safubi
45 Graniet, St West Acres x13, Nelspruit, tel. 0137413253
Campeggio ideale per la sosta tecnica, ben attrezzato e a pochi chilometri dal centro.
Giudizio ***

28 agosto- 358 chilometri
Nelspruit - Johannesburg - Cape Town
Restituiamo il camper nei dintroni di Johannesburg, torniamo con un volo interno a Cape Town, dove nei giorni successivi visiteremo il Capo di Buona Speranza e sperimenteremo l'incontro con lo squalo bianco.

 
Adrenalina pura

Le emozioni certo non mancano in Sudafrica, basta lasciarsi coinvolgere dalla natura, dai colori, dai contrasti, dalla storia di questo Paese. Si aggiunge, poi, la capacità dei sudafricani di valorizzare il proprio patrimonio turistico per chi arriva fin qui, in capo al mondo. Strutture perfettamente organizzate per l'avventura, il divertimento, l'esperienza mozzafiato, unica, irripetibile, possibile solo qui. Noi abbiamo voluto metterci alla prova con alcune delle esperienze più adrenaliniche offerte da questo angolo di mondo.

A tu per tu con il grande bianco

"Shark Diving" cioè letteralmente "nuotare con lo squalo". Sì, ma con il Bianco, quella famelica macchina predatrice che ha accompagnato i nostri incubi da bambini, terrore di molti surfisti e bagnanti sudafricani. Abbiamo scelto un'organizzazione con servizio navetta Cape Town- Klein Bay (circa 200 Km) e ritorno. Si sta in mare dalle 5 alle 6 ore, pertanto è consigliabile munirsi di pillole anti mal di mare. Sulla barca il gruppo può essere formato anche da una quindicina persone. Arrivati in prossimità di Dyer Island, che ospita una colonia di circa 20mila pinguini africani, si getta l'ancora, si cala la gabbia e si attirano gli squali con tranci di tonno. La gabbia, ancorata alla barca, è aperta nella parte superiore e sporge dall'acqua circa mezzo metro. Può ospitare fino a quattro persone contemporaneamente. L'attrezzatura è fornita dall'organizzazione, ma non servono le bombole. Si attende lo squalo nella gabbia, ma con la testa fuori dall'acqua. Al grido "shark" tutti giù per il grande incontro. Un'emozione unica e sensazionale veder sfilare il più temibile tra i predatori acquatici a pochi centimetri dal proprio naso. Nella nostra avventura ne abbiamo incontrati sei, da 2 fino a quasi 4 metri di lunghezza. Per informazioni: www.whiteshark.co.za

Il salto più alto del mondo

Situato lungo la Garden Route, sulla N2 a 40 km da Plettenberg Bay, il Bloukrans Bridge ospita l'associazione Face Adrenalin che ha attrezzato, al centro del ponte, una piattaforma per il Bungee Jumping. Tra quelli aperti al pubblico, è il salto con l'elastico più alto del mondo, riconosciuto dal Guinnes World of Records: 216 metri di altezza. Già la traballante passerella, che scorre sotto il ponte e porta al centro, è sufficiente a far desistere i meno determinati. Sotto, 216 metri più in basso, una foresta fittissima e il fiume Bloukrans. Non c'è tempo per pensare. Quando si arriva sulla piattaforma, una squadra di giovani pensa a farti vestire l'imbracatura per il recupero e a cingere le caviglie con una fascia avvolgente alla quale è ancorato l'elastico. L'adrenalina è alle stelle. Si viene accompagnati sul bordo. Inizia il conto alla rovescia e via, ci si lascia cadere nel vuoto. Pochi secondi, a dire il vero, di caduta libera, ma che sembrano infiniti. Il cuore pare fermarsi, manca il fiato per respirare, ma non per urlare. Poi, lentamente, senza strattoni, l'elastico comincia a porre resistenza. Si risale e si ridiscende un paio di volte, dolcemente. Poi, appesi a testa in giù, si desidera solo di tornare sulla terra ferma. L'organizzazione è velocissima. Forse passa meno di un minuto ed ecco il salvatore che si è calato con un arganello, ti aggancia per l'imbracatura e ti riporta su, in posizione seduta. Noi l'abbiamo provato e lo consigliamo, a chi non ha problemi di cuore, naturalmente. Per informazioni: www.faceadrenalin.com.

A piedi nella savana del Kruger

Vedere gli animali attraverso i finestrini del camper è già di per sé emozionante. Avvistarli a pochi metri, passeggiando nel bush è davvero sensazionale. Quasi tutti i "rest camp" interni al parco Kruger offrono la possibilità del "morning walk" con i rangers. Noi l'abbiamo sperimentato al Satara Rest Camp. L'appuntamento alla jeep è fissato per le cinque del mattino. Un'ora di guida ed eccoci sul posto, alle prime luci dell'alba. Solo allora ci accorgiamo che non è proprio uno scherzetto, quando i ranger caricano i grossi fucili e scendono dalla jeep con circospezione scrutando i cespugli e la direzione del vento. Poi le direttive: "si cammina tutti in fila indiana, alla distanza di un braccio l'uno dall'altro, non si parla, non si fanno fotografie se non previa autorizzazione, si richiama l'attenzione con uno schiocco di dita. Se incontriamo il leone, state immobili, guardatelo negli occhi, ci pensiamo noi". Del leone abbiamo, per fortuna, incrociato solo delle orme del giorno prima. Ma sono state quattro ore davvero emozionanti con l'incontro di zebre, giraffe, gnu, kudu, aironi, gazzelle e tante tracce di rinoceronti ed elefanti. Per informazioni: www.parks-sa.co.za



Il camper

Per il noleggio del camper ci siamo rivolti a Maui, grossa compagnia di motorhome renting che da un paio d'anni ha assorbito anche la concorrente Britz, e con sedi in Sud Africa, Namibia, Botswana, Zimbabwe, Nuova Zelanda e Australia.
L'offerta è ampia e propone l'economica gamma Spirit 2, un camper puro su furgone Toyota Hi-Ace; Spirit 5, un mansardato 5 posti con dinette a "U" in coda, dinette anteriore singola e letto in mansarda su base Mercedes Sprinter 313, e la stessa versione con mobilio più scuro e interni più curati, denominata LUX; Spirit 3, il semintegrale che abbiamo noleggiato noi. Sulla base del Mercedes 308 con 115 cavalli di potenza, un po' scarsi per la morfologia del paesaggio, montano e collinare, lo Spirit 3 è ideale per due persone. La soluzione della dinette a "U" all'inglese, con grandi finestre nella zona posteriore, permette di godere del paesaggio pranzando o, la mattina, dal letto. Noi abbiamo optato per lasciare sempre allestita a notte la dinette posteriore, utilizzando per pranzi e cene la dinette singola trasversale in testa o il tavolo supplementare all'esterno. La compatta cucina presenta un fornello a due fuochi, un lavello e un frigorifero da 70 litri. Il bagno con wc fisso a cassetta, ospita un piatto doccia non separato e un lavandino. La semimansarda, in realtà, offre un ripostiglio molto utile, ma pregiudica inutilmente l'aerodinamicità globale. Si tratta di veicoli molto simili a quelli prodotti in Europa, con accessori targati Smev (i fornelli), Dometic (frigorifero), Thetford per il wc, LG per il microonde e Atwood (che in Italia non esiste più ma che molti ricorderanno) per il boiler. Manca su questa versione la stufa, sostituita sullo Spirit 5 da un condizionatore con pompa di calore, ma a dire il vero, a parte una notte, non ne abbiamo mai sentito l'esigenza. Il veicolo viene fornito di tutto il necessario: stoviglie, pentole, lenzuola e piumone, liquidi chimici, tavolo e sedie da esterno, scopa e paletta, torcia, guida ai campeggi. Suggeriamo di comprare una buona cartina stradale. Le tariffe per lo Spirit 3 variano da circa 110 euro al giorno a un massimo di 160 euro a seconda della stagione, del numero di giorni e del chilometraggio limitato o no. Sono considerati bassa stagione i mesi di maggio e giugno; media stagione quelli di gennaio e febbraio; alta stagione tutti gli altri.
Per informazioni: Maui rentals, tel. +27 11 3961445, fax +27 113961445, www.maui.co.za, email: maui@iafrica.com