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| Data pubblicazione:10/2006 |
| In viaggio oltre la "quarta sponda" |
| Sulle orme del geologo ed esploratore Ardito Desio, che nel 1931 percorse oltre tremila chilometri a dorso di cammello e a piedi, individuando i primi giacimenti di petrolio del grande Paese nordafricano. |
| testo e foto di Giuseppe Rivalta e Girocamper |
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Nessuno può andare nel deserto senza riportare a casa i segni di un'esperienza nuova, per alcuni estremamente positiva, mentre per altri può essere l'opposto. Le ragioni di questi diversi modi di interiorizzare il deserto dipendono da fattori che affondano le radici nell'io profondo di ciascuno di noi. Io rientro decisamente nella prima categoria. Ogni volta che mi ritrovo in grandi spazi solitari, mi sento più a mio agio, anche se non rinnego i "piccoli luoghi" della mia bell'Italia. All'opposto ho avuto esperienze con compagni di viaggio che la pensano esattamente in modo opposto e che il deserto lo vivono con indifferenza, se non con paura, quando si rendono conto che in un raggio di centinaia di chilometri può non esistere presenza umana.
Ogni nazione nord-africana che ho visitato ha delle caratteristiche sue proprie. Se dovessi fare una classifica, tra tutte porrei al primo posto l'Algeria, seguita però dalla Libia che offre notevoli suggestioni. L'aver attraversato l'Erg Ubari con le sue dune gigantesche e spesso invalicabili, l'Acacus con le sue valli preistoriche (morfologicamente affatto diverse da quelle dei Tassili) traboccanti di splendide pitture neolitiche, oppure il profondo Sud verso Tchad e Sudan con i vulcani del Namus, l'Erg di Rebiana, le oasi perdute e le montagne gigantesche come l'Auenat eccetera, mi ha fatto conoscere, anche se non completamente, almeno una parte importante del deserto libico.
Purtroppo in tutto quel mondo manca un elemento caratterizzante: il nomade. Negli oltre 3.000 chilometri di deserto assoluto, percorsi quest'anno sulle tracce di Ardito Desio, rarissimi, per non dire nulli, sono stati gli incontri di gruppi autoctoni. Solo nell'Oasi di Rebiana si è riusciti a scambiare qualche parola e dinaro con dei Tebu che lì vivono. Nell'Oasi di Bzema, poche centinaia di chilometri più a nord, l'impressione è stata enorme poiché non esiste più nessun essere umano nel villaggio totalmente abbandonato. Questa rarefazione di popolazioni Tebu e Tuareg temo faccia parte di un progetto governativo ben pianificato: il nomade è un qualcosa di socialmente ingestibile poiché segue le proprie regole tribali che superano i confini (artificiali) imposti dalle diverse "ragion di Stato". Il viaggio che abbiamo preparato quest'anno ha avuto come preciso scopo quello di ripercorrere lunghi tratti che il professor Ardito Desio (noto a tutti per la spedizione del 1954 al K2) fece nel 1931 in meno di 4 mesi con cammelli e a piedi coprendo oltre 3000 km in piena estate. Non fu un viaggio di puro piacere, poichè aveva avuto l'ordine di cartografare un territorio ancora sconosciuto specialmente sotto l'aspetto geologico-minerario. Fu proprio Desio che nel '37-'38 estrasse il primo petrolio dal sottosuolo libico. Negli anni '50 le compagnie petrolifere straniere (grazie agli studi del geologo italiano) arrivarono ai giacimenti di petrolio.
Per persone che si considerino viaggiatori e non semplici turisti (anche se sprovvisti di mezzi fuoristrada super attrezzati), la Libia offre una serie di splendidi ed interessanti itinerari, certamente più "ruspanti" di Tunisia e Marocco. Mancano ancora, specialmente all'interno, adeguate strutture alberghiere e aree di sosta. Tuttavia l'estrema cordialità della gente (nonostante il nostro passato di colonizzatori) sopperisce alle suddette carenze organizzative.
Il viaggio che abbiamo compiuto, e che è durato più di un mese, è venuto complessivamente a costare quasi 3000 euro a persona, compreso il trasporto in nave dei nostri fuoristrada, le spese di carburante (in realtà irrisorie poiché 100 litri corrispondono al costo di 6 Euro!) ecc. La cifra più alta è andata all'agenzia che ci ha messo a disposizione una Toyota 4x4 con autista, un interprete in italiano, una guida del deserto e un poliziotto, oltre a una macchina normale per i tratti asfaltati e due alberghi. Tutte persone veramente gentili, ben preparate, che si sono date molto da fare per accontentare le nostre richieste visto che ci dovevano accompagnare in zone spesso fuori dalle rotte usuali per arrivare sui punti indicati 80 anni fa da Desio. L'epoca di una Libia "solitaria" è finita, tuttavia si possono ancora visitare molte zone selvagge.
Capodanno in Libia
Caravan e Camper vi porta alla scoperta della Libia dal 27 dicembre 2006 al 17 gennaio 2007
Il nostro giornale ha stabilito una partnership con il tour operator "Il Giro Camper" di Roma.
Il progetto debutta con una proposta che è il sogno di ogni camperista. Si tratta di un tour in Libia, alla scoperta di un Paese ancora sostanzialmente fuori dai circuiti turistici di massa, dove è possibile sentire il respiro del deserto, ammirare resti archeologici di antiche civiltà, visitare territori incontaminati. La Libia solo da poco tempo si sta aprendo al mondo, grazie ai mutati scenari geopolitici. Gheddafi non è più il "nemico numero uno" degli Stati Uniti e, con un abile restyling della propria immagine, il Colonnello si è accreditato dopo l'11 settembre 2001 come un baluardo contro Al Qaeda e il fondamentalismo islamico.
La Libia è certo un Paese dove l'Islam è la religione della stragrande maggioranza della popolazione e lo stile di vita ha delle precise regole per quanto riguarda per esempio il consumo di alcolici e il ruolo della donna. In questo contesto, un tour in Libia con il proprio camper è da considerarsi sicuro, ma soltanto appoggiandosi a un affidabile tour operator che al momento opportuno, in caso di imprevisti, può sempre "coprire le spalle". Un tour in Libia è tra quei programmi che non sono alla portata dell'organizzazione individuale e necessitano di un supporto tecnico in grado di definire i percorsi, prendere i contatti con le ambasciate, collegarsi con operatori locali. "Il GiroCamper" integra tutti questi servizi.
Che ne dite di un Capodanno nel deserto? Il tour inizia il 27 dicembre 2006 e termina il 17 gennaio 2007, per 4791 chilometri complessivi di percorso. Si parte da Civitavecchia per la Tunisia, con appuntamento al porto, lato partenze Grimaldi Ferries. L'imbarco è alle 20 e la partenza alle 23. L'arrivo a Tunisi è previsto alle 16 del 28 dicembre. Dopo lo sbarco, il viaggio prosegue per El Djem, dove il pernottamento è fissato al parcheggio del Colosseo. Il 29 è in programma una tappa di trasferimento, con l'ingresso in Libia (Ras Igideer) e il pernottamento in una zona archeologica. La mattinata del 30 dicembre è dedicata alla visita guidata degli scavi di Sabrata, città commerciale fenicia, ricostruita dai Romani. Dopo la visita guidata, il trasferimento a Nalut e il pernottamento.
Nella mattinata del 31 dicembre, visita guidata di Nalut. Seguirà il trasferimento a Gadames e il pernottamento. Il giorno dopo, visita guidata di Gadames, con la sua affascinante parte antica. Pranzo in un locale tipico. Nei giorni del 2 e del 3 gennaio saranno percorse due tappe di trasferimento.
La prima verso Ash-Shwayrif e la seconda verso Jerma. Il 4 gennaio è prevista un'escursione in 4X4 ai laghi Ubari. Il giorno dopo, tappa di trasferimento verso la città tuareg di Ghat. È l'ultima oasi prima di entrare nel deserto di rocce e sabbia dell'Akakus. Il 6 gennaio è prevista un'escursione in 4X4 a Maghadgat, cui seguirà il pranzo nel deserto e la cena in un ristorante tipico con spettacolo tuareg. Il 7 gennaio tappa di trasferimento verso Awinat, per compiere il giorno dopo un'escursione in 4X4 all'Akakus. Il deserto dell'Akakus, a cavallo tra la Libia e l'Algeria, è situato nella regione dell'altopiano del Tassili, il maggiore centro di arte rupestre dell'Africa settentrionale. Dal 9 all'11 gennaio, tre tappe di trasferimento che toccheranno Sebha, Al Qaryat e infine Leptis Magna. La mattina del 12 gennaio è prevista una visita degli scavi archeologici di questa famosa e antica città. Più tardi, partenza per Tripoli dove sarà visitata la Medina ed è previsto il pernottamento. Il 13 e 14 gennaio, due tappe di trasferimento che toccheranno Gabes e, dopo l'ingresso in Tunisia, la capitale. Il 15 gennaio giornata libera per visite individuali di Tunisi. Il 16 gennaio, mattinata libera. Seguirà il trasferimento al porto, l'imbarco alle 21, la partenza alle 23 e l'arrivo a Civitavecchia alle 18 del 17 gennaio.
Con l'organizzazione di "Il Giro Camper", è possibile raggiungere altre splendide destinazioni turistiche. Per esempio la Scandinavia, con visita di Helsinki e Stoccolma. Affascinante anche un viaggio in Estonia, Lettonia e Lituania che, durante il trasferimento, permetterà escursioni a Varsavia, Cracovia e Chestokowa, oltre che nelle città di Vilnius, Riga, Tallin e, tra le altre, Tartu e Parnu. Rivolgendosi alle destinazioni "calde" c'è poi l'Egitto, che viene raggiunto attraversando Tunisia e Libia. In Egitto potranno essere visitate Aswan, Luxor, Il Cairo, El Alamein. E perché non un viaggio in Marocco? Visitabili, tra le altre città, Meknes, Fes, Marrakech, Agadir e Rabat, la foresta dei cedri ad Azrou, le gole del Todra e la valle di Dades, la kasbah Ait Ourir e la kasbah Ait Ben Haddou a Ouarzazate, la valle del Draa e il colle del Tizi-n-tichka sulla strada per Marrakech, il porto di El Jadida, la moschea di Hassan II a Casablanca, Cap Spartel, il petit Socco e il grand Socco a Tangeri.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
- è possibile contattare "Il Giro Camper" telefonando ai numeri 06-5030892 o 06-51965539. Il numero di fax è 06-51963534. L'indirizzo e-mail a cui scrivere è info@ilgirocamper.it. Orario di ufficio dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì.I programmi dei viaggi e ogni utile informazione sono disponibili collegandosi al sito www.ilgirocamper.it o www.caravanecamper.it.
- Gli equipaggi, pur avendo aderito con l'acquisto del pacchetto a un programma di viaggio, non sono obbligati a seguire l'itinerario fissato. è obbligatorio dare comunicazione all'accompagnatore della decisione di non seguire l'itinerario, specificando però i punti di raccordo al gruppo.
- Non c'è una "dead line" che fissa la chiusura delle prenotazioni. è il numero degli equipaggi che determina la fine del tempo utile per le iscrizioni, anche molti mesi prima della partenza:il numero minimo di equipaggi che partecipa a ogni viaggio, salvo alcune destinazioni, è dieci; il massimo è quindici.
| Chi è |
GIUSEPPE RIVALTA
Nato nel 1945 a Bologna, laureato in Biologia con tesi di Antropologia, in oltre trent'anni ha visitato vari Paesi tra cui più volte quelli dell'Africa sahariana.
Speleologo e naturalista vecchia maniera, con la passione per la documentazione, ha raccolto molto materiale con il quale da ormai sette anni realizza mostre tematiche su vari argomenti accompagnati da documentari. Iscritto alla Associazione "Ardito Desio" di Roma, collabora attivamente per far conoscere al grande pubblico l'opera di questo straordinario geologo che è scomparso a 104 anni dopo una vita trascorsa in modo avventuroso, viaggiando per il mondo.
Dinosauri, Sahara, Città Rupestri, Mediterraneo, Turchia, Parco dei Gessi bolognesi e Ardito Desio sono alcune delle mostre che Giuseppe Rivalta ha allestito in questi anni.
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| Notizie utili |
UN ITINERARIO
Usciti dalla Tunisia, dopo Ben Gardane, a Ras el Jedir c'è il posto di frontiera libico. Per visitare questo Paese, che è tre volte l'Italia come superficie, vi sono molte opzioni.
In base ai mezzi a disposizione, si può andare lungo la costa su buone strade asfaltate e visitare le rovine di Sabrata città punico-romana con il il magnifico teatro. Tripoli, la capitale, è una grande città che merita più di un giorno di visita con i suoi piacevoli ristorantini, caffè, musei, medina, ecc.). Procedendo sulla strada costiera si arriva a Leptis Magna, la capitale romana e patria di Settimio Severo. Poco lontano, sul mare e tra le palme, c'è Villa Selin dai mosaici stupendi e ben restaurati (a livello di quelli della Sicilia). La zona attorno a Misurata (Misratah) è ricca di storia e all'interno si incontrano diverse emergenze archeologiche (Ghirba, Beni Walid e i mausolei romani alti e slanciati). Si attraversa Sirte (Sirt), potenziale nuova capitale, e si è in Cirenaica. Costa piatta con a tratti un bel mare. Dopo Ajdabiya si arriva a Benghazi, città storica con attorno altre meravigliose località come Apollonia e Cirene. Per gli amanti dei ricordi della seconda Guerra Mondiale una visita a Tobruk non può mancare.
Tra le zone visitate che scendono a sud in pieno deserto, Jalu offre un'antica moschea. Poi la strada scende a Cufra con centinaia di chilometri di deserto e con l'ultimo tratto di asfalto molto brutto. Laggiù si può trovare una guida con Toyota che vi condurrà al Massiccio del'Aweynat per farvi vedere splendide pitture rupestri. Altro itinerario "desertico" (adatto a veicoli normali) è quello che conduce a Gadames, l'antica Cydamus romana. Prima di arrivare a Gadames, in cima a una lunga salita a tornanti si incontra Nalut, un antico villaggio arroccato che si caratterizza per la presenza di edifici ad uso di granai molto simili a quelli della vicina Tunisia (noti come gorfas). In pieno deserto è Sebha e poi Awbari (nel Uadi el Agial), da cui partono le piste per i laghi Mandara, veramente unici e da non perdere. Entusiasmante è la traversata dell'Erg Ubari solo con fuoristrada. Ancora più a sud si raggiunge l'antica oasi di Ghat, punto di partenza per i tour all'Acacus, dove si possono ammirare centinaia di siti rupestri risalenti ad almeno 6.000 anni fa, periodo in cui il Sahara era verde e popolato. All'interno esistono dei campi fissi per ospitare ogni tipo di turista. Chi vuole cimentarsi in esperienze estreme può noleggiare dei fuoristrada (con guida) e arrivare al vulcano Wau en Namus, un luogo mitico e selvaggio che il geologo Ardito Desio raggiunse con la sua carovana nell'estate del 1931 tra mille difficoltà. Le oasi di Tazerbu, di Bzema (con il lago rosa) e l'Erg di Rebiana sono affascinanti, strepitose!
Questa è solo una piccola parte delle offerte turistico-culturali della Libia, la quale continua a riservare sempre nuovi orizzonti, emozionanti paesaggi e affettuosi incontri con la gente.
CONSIGLI PRATICI
Prima di partire per un viaggio in Sahara, il veicolo (non 4x4) deve avere maggiore autonomia in carburante e acqua; è quindi consigliabile procurarsi almeno 2 o 3 taniche di gasolio (di più se il mezzo è a benzina) e aggiungere un serbatoio o anche una tanica di acqua per i servizi. Per quello che riguarda il bere e le scorte alimentari, in Libia si trova generalmente tutto (pasta, mele del Trentino, acqua minerale, Fanta, ecc.) e a prezzi decisamente più bassi di quelli italiani! Sconsigliamo pertanto di appesantire il mezzo con vettovaglie prese da casa. Per quello che riguarda le scorte di medicinali, invece, è meglio portarsele dall'Italia. In Libia non c'è malaria, né altri agenti patogeni tipici delle zone tropicali. Altra raccomandazione è quella di rispettare le tradizioni e regole locali (ad esempio le donne non desiderano essere fotografate e vogliono rimanere in disparte se si è ospiti in casa da qualcuno): non insistere mai! Anche l'abbigliamento deve essere rispettoso dei luoghi: non dimentichiamo che alla fine dei conti siamo in un paese islamico, per cui evitare (uomini e donne) l'uso di pantaloncini molto corti, scollature ecc. Con il caldo è molto meglio coprirsi per ridurre la traspirazione. Per chi ha un mezzo normale ( magari con una comoda tenda montata sul tetto o, ancora meglio, se è un camper) in questo Paese si possono effettuare itinerari veramente belli, anche se a volte coprire le distanze può essere unpo' monotono. Il traffico è generalmente inesistente fuori dai centri urbani, mentre nelle città diventa, in certi casi (come a Tripoli), peggiore di quello che si può incontrare a Roma o a Napoli. La presenza di una guida dell'agenzia rende più facile ogni formalità e ogni bivio stradale, visto che la cartellonistica è in arabo. E' sempre consigliabile avere copie del passaporto e fototessere. Portarsi dietro dei buoni testi che illustrano i percorsi. La scelta è abbastanza varia oggi. Potete affidarvi alle pubblicazioni della Polaris che si sono dimostrate complete sotto ogni aspetto non solo tecnico (punti GPS ecc.), ma anche per le notizie storico-naturalistiche descritte sempre da specialisti i quali i viaggi li hanno sempre vissuti in prima persona. Per quanto riguarda le carte geografiche disponibili, c'è la Michelin 953 e quella della Libia dello Studio FMB di Bologna.
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