| Archivio Editoriali |
Tutti per uno (Luglio 07) |
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Repetita iuvant, cioè le ripetizioni aiutano. A cosa? A diventare camperisti e non semplici possessori di camper. È evidente, chi non si comporta secondo le regole non può appartenere a un popolo civile che pratica il turismo itinerante con passione, coscienza e responsabilità. Qui non ci sono distinzioni di classe. L’equazione camper vecchio e malridotto uguale turista sporcaccione proprio non sta in piedi. Anzi, non è raro incappare in personaggi che proprio perché hanno speso un patrimonio credono di aver acquisito il diritto all’arroganza e alla barbarie.
Noi non ci stiamo. E come noi, quella stragrande maggioranza di persone per bene, che esigono il rispetto della categoria e buona accoglienza ovunque. Sono anni che ci battiamo per questioni talmente lapalissiane che ci pare di offendere la vostra intelligenza continuando a ricordarle. Eppure proprio voi, cari lettori, proseguite a segnalarci i soliti inaccettabili comportamenti e ci chiedete di amplificare il vostro sdegno. Le situazioni sono note: scarico selvaggio di acque nere e grigie; sedie, sdraio e tavoli sotto una veranda che dovrebbe rimanere chiusa; barbecue in aree di sosta; panni stesi; docce consumate all’esterno del mezzo; ingombranti parcheggi davanti a vetrine o monumenti.
Tutto questo non è mai stato tollerabile e lo è ancor meno oggi, data la massa critica raggiunta dal fenomeno del camperismo. Le aree di sosta e i camper service ci sono e vanno utilizzati. Certo, talvolta bisogna fare qualche chilometro di troppo e non sempre i servizi offerti sono efficienti. Altre volte si viene letteralmente taglieggiati da gestori di campeggi. Ma il camperista è anche colui che sa risolvere i propri problemi senza infrangere il codice e ledere il diritto altrui. E i diritti di un libero cittadino sono senz’altro quelli di non dover assistere ad accampamenti urbani o circumnavigare una pozza d’acqua maleodorante.
Esistono diverse pubblicazioni, oltre alle nostre, che offrono ricchi repertori su aree di sosta e camper service. E poi c’è Internet. Insomma, non ci sono attenuanti. In questa sede eviteremo di elencare nuovamente le regole d’oro del camperista. L’abbiamo fatto sulla nostra Guida alle Aree di Sosta, in questi giorni nelle edicole, poiché riteniamo sia uno strumento di riferimento anche per gli utenti del noleggio. Troppo spesso è proprio questa categoria a fungere da caprio espriatorio, una valvola di sfogo che lava le coscienze un po’ di tutti.
Ebbene, è chiaro che sono persone da educare e responsabilizzare. Per questo lanciamo provocatoriamente una proposta: i camper a noleggio dovrebbero avere sempre in evidenza la scritta “noleggio” come accade per il contrassegno “P” degli aspiranti conducenti. Inoltre, in caso di infrazioni al codice relative a scarichi selvaggi o campeggio libero, dovrebbero essere multati in parte anche i noleggiatori, rei, evidentemente, di non aver saputo informare adeguatamente la propria clientela.
E per i camperisti, o meglio, i possessori di camper? Alcuni propongono il regime di tolleranza zero: si denunci immediatamente il colpevole alle autorità e si auspichi l’introduzione della decurtazione dei punti patente. Non siamo in disaccordo, ma preferiremmo soluzioni meno drastiche. Un vecchio proverbio africano recita: “per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. Proviamo a far presente il nostro punto di vista. Sì, lo sappiamo è difficile. Tanto più che chi si sente “pizzicato” reagisce spesso con stizza.
Riproponiamo l’idea di un biglietto sotto il tergicristallo che reciti più o meno così: «Caro amico camperista, il tuo comportamento scorretto danneggia tutta la nostra categoria. Avrei voluto chiamare i vigili, ma preferisco segnalarti il mio disagio, nella speranza che l’anno prossimo in questo sito non vi sia un cartello di divieto di sosta ai camper». Firmato: un camperista. Buone vacanze a tutti
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